Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano

“Una grande e ineludibile sfida abbiamo oggi davanti: vedere la politica in Italia risollevarsi dall’impoverimento culturale che ne ha segnato la decadenza”. Lo ha afferma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nella giornata in memoria dello storico Luciano Cafagna a Roma.

Il Capo dello Stato ha ricordato che la lezione di Cafagna “è al tempo stesso quella forza di un’autentica intelligenza politica anche nel sollecitare e guidare la ricerca storica. Ed è viceversa quella del valore insostituibile della cultura storica, o almeno del senso della storia, come componente della cultura politica, ovvero della cultura di chi fa politica”.

Napolitano ha anche sottolineato che la figura di Cafagna univa lo storico al politico: fu “storico e uomo di intensa passione politica, pur senza tradurre tale sua vocazione in professione, come può accadere e tanto vorremmo che accadesse ancora, coinvolgendo giovani oggi troppo lontani dall’attenzione e dalla propensione per la politica”.

E’ necessario coinvolgere “i giovani oggi troppo lontani dall’attenzione e dalla propensione per la politica” ha insistito Napolitano come Cafagna, “uomo di intensa passione politica, quale fu pur senza tradurre tale sua vocazione in professione, come tanto vorremmo che accadesse ancora”.

“Significativo” da parte di Cafagna, ha spiegato il presidente della Repubblica, è stato valorizzare “la categoria, piuttosto contemporanea, del ‘ricorso al centrismo’ e insieme con essa una realistica valorizzazione delle ‘arti, a volte geniali, a volte mediocri, della mediazione e del compromesso, da De Pretis-Correnti o da Giolitti-Turati, a De Gasperi-Togliatti e a Moro-Berlinguer”.