Dai gironi infernali della Divina Commedia alle strofe universali della Guerra di Piero. Cambio di nome per le scuole medie Dante Alighieri di via Asiago a Bologna che d’ora in avanti saranno le scuole Fabrizio De André.

A mettere in soffitta il sommo poeta per far posto al cantautore genovese, morto l’11 gennaio 1999, ci ha pensato il  Comune di Bologna che nell’ultima seduta ha dato parere positivo alla richiesta giunta dall’Ufficio scolastico regionale. Il cambio di nome è stato voluto dall’istituto comprensivo 18, del quale le ex Alighieri fanno parte, che ha stabilito con una propria delibera del 15 novembre 2011 di intitolare la scuola secondaria del quartiere Porto all’autore di Bocca di rosa.

“La produzione artistica di Fabrizio De André, ponendo l’attenzione verso gli esclusi e verso il senso profondo della libertà interiore, ha saputo dimostrare – argomenta la delibera del Comune – che anche la canzone, quando è opera di elevato livello, si configura come nuova letteratura e nuova poesia popolare e che, proposta ai ragazzi con l’immediatezza del linguaggio musicale, può avviarli ed accompagnarli in un percorso di appropriazione della cultura in tutte le sue forme espressive sino alle più complesse”.

Decisione apparentemente meditata a cui pone un grosso freno l’assessore alla cultura, Alberto Ronchi: “Attenzione. Alla commissione toponomastica di cui faccio parte non risultava che quelle scuole fossero ufficialmente intitolate a Dante Alighieri. C’era semplicemente una proposta formulata da insegnanti e genitori di cambiamento del nome che giaceva da anni e che abbiamo positivamente approvato. Quella intitolazione ha origini, come dire, popolari ma non ci risulta. Un po’ come i Giardini del Guasto: ufficialmente questo nome non esiste”.

L’istituto Comprensivo 18 unisce formalmente la scuola dell’infanzia De Amicis, la scuola primaria Monterumici e la scuola secondaria di primo grado “Ex Dante Alighieri”. Fino a qualche tempo fa, le scuole medie erano la succursale delle scuole Gandino e dal momento che sono diventate polo scolastico indipendente sono state chiamate informalmente con il loro vecchio nome “Dante Alighieri”.

Risale al dicembre 2009 la delibera del consiglio d’istituto che ne ha chiesto l’intitolazione al cantautore genovese, anche se  la scuola non ha mai ricevuto una risposta dalla commissione toponomastica del Comune. Tre anni d’attesa con l’idea che più dei ritardi burocratici avessero influito le resistenze culturali rispetto alla poetica musicale dell’autore di Mille papaveri rossi. Tanto che l’allora commissario Anna Maria Cancellieri affermò che adorava De Andrè “come modello culturale, ma forse Dante lo è un po’ di più”.

“Non so cosa sarebbe successo se ufficialmente le scuole si fossero chiamate Dante Alighieri”, spiega Ronchi, “intanto la commissione toponomastica si è data due indirizzi precisi. Il primo di dare risalto a Bologna come città Unesco della musica, tanto da intitolare strade a Gil Evans, Frank Zappa e Maria Callas; il secondo quello di far risaltare il nome di donne celebri, ingiustamente dimenticate dalla toponomastica. Un esempio? I giardini Nilde Iotti”.

Così per chi già pensava alla sostituzione del classico bagaglio scolastico con quello più contemporaneo della fondamentale levata della poesia, musicale e letteraria, novecentesca, può dormire sonni tranquilli: “Penso sia il problema meno rilevante della terra”, afferma il filosofo Stefano Bonaga, “Dante verrà ricordato per secoli anche senza il nome di una scuola. De André se non avesse avuto scuole intitolate a lui, forse, tra qualche secolo ce ne dimenticheremo. Un piccolo omaggio non sostituisce di certo la grandezza e la fama di Dante”.