Il conto alla rovescia segna oggi una cifra definitiva: mancano esattamente 100 giorni alle Olimpiadi di Londra 2012. Il 27 luglio la cerimonia inaugurale darà il via ai giochi. Oltre 10mila atleti provenienti da 204 paesi gareggeranno per due settimane in 300 gare di 39 diverse discipline sportive. Usain Bolt, l’uomo più veloce del mondo, ha lanciato la sfida, e ha promesso che punterà ai 9,4 secondi nella gara più attesa: i 100 metri. Il numero ricorre. Nel cortile di St James’ Palace stamattina la fanteria reale, al momento del cambio della guardia, ha coreografato il numero 100. Poco più in là, durante una cerimonia ai Kew Gardens, il responsabile del comitato organizzatore (Locog), Lord Sebastian Coe, ha svelato in un’apposita cerimonia lo slogan ufficiale dei giochi: “Inspire a Generation“. Ma, a meno 100 dall’inizio, quanto è ispirata Londra?

Al di là di alcune figuracce che fanno solo sorridere, come aver cercato di contattare Keith Moon, l’ex batterista degli storici The Who, per partecipare alla cerimonia di chiusura senza che nessuno si fosse accorto che Moon è deceduto 34 anni or sono, i problemi sono molti. Innanzitutto i lavori sono a buon punto, ma non ancora completati del tutto. Dai bagni portatili alla sabbia per il beach volley, dall’ippodromo di Greenwich a decine di strutture non permanenti, mancano ancora diverse cose. E’ di pochi giorni fa la denuncia di John Whittingdale, presidente della commissione parlamentare Cultura Sport e Media che dopo un’ispezione all’aeroporto di Heathrow ha dichiarato come lo scalo “non sia pronto per gestire l’arrivo di un gran numero di atleti, famigliari e turisti”.

Nel quartiere di Stratford, area degradata e depressa che dovrebbe trasformarsi nell’allegro cuore pulsante di London 2012, è stato completato a tempo di record ed è già in funzione da settembre il centro commerciale più ampio d’Europa, con una superficie di oltre 175mila metri quadrati. A non essere ancora completato è lo Stadio Olimpico: basta uno sguardo per accorgersi che gli ultimi lavori di perfezionamento sono ancora in corso. Proprio ieri sono cominciate le operazioni per avvolgere lo stadio con un “lenzuolo”. All’inizio doveva essere costruito con materiali biodegradabili ed essere coperto da installazioni di giovani artisti. Invece sarà di materiali plastici e porterà il logo dello sponsor che ha pagato i lavori: la Dow Chemical. Insieme a BP e Rio Tinto una delle sponsorizzazioni più controverse di questi giochi.

Meredith Alexander, che a gennaio si è dimessa dal Comitato per le Olimpiadi Sostenibili in segno di protesta, spiega: “Avevano promesso che sarebbero state le Olimpiadi più ecologiche e sostenibili di sempre, ma quando si è trattato di scegliere gli sponsor se ne sono dimenticati. Dow Chemical possiede la compagnia responsabile (Union Carbide nda) del disastro di Bophal in India. Rio Tinto come compagnia mineraria è responsabile dell’inquinamento planetario (ed è accusata di violazione dei diritti umani nel sudest asiatico e di essere dietro l’assassinio di diversi attivisti in quei paesi, nda) e BP lo è come compagnia energetica (vedi il disastro ambientale della Deepwater Horizon nell’aprile 2010 nda)”.

Altre sponsorizzazioni criticate sono quelle di Adidas, di cui un recente reportage di The Independent ha rivelato l’assoluto disprezzo per i diritti dei lavoratori nelle loro fabbriche in appalto in Indonesia. E di Mc Donald e Coca Cola, il cui collegamento con i giochi che dovrebbero esaltare la pratica sportiva è stato definito “allucinante” da Terrence Stephenson, vicepresidente dell’Academy of Medical Royal Colleges. Per non parlare del nuovissimo laboratorio antidoping costruito dalla Glaxo, multinazionale leader della farmaceutica. Come chiedere a una volpe di fare da guardia a un pollaio. Il fatto è che queste aziende o si sono fatte carico di spese che il Locog non era in grado di sostenere o hanno versato direttamente nelle sue casse cifre astronomiche: quasi 2 miliardi di sterline sui 9,3 totali del budget. E pensare che quando nel 2005 Londra vinse la gara per l’assegnazione dei giochi le previsioni di spesa erano di 2,7 miliardi.

Anche la sicurezza è sotto attacco. Nonostante sia stato speso oltre 1 miliardo di sterline proveniente dalle casse pubbliche per militarizzare la città, la settimana scorsa un attivista ha dimostrato come i controlli possono facilmente essere elusi. E adesso cresce la paura per possibili attentati, o anche solo azioni dimostrative, durante i 70 giorni nei quali la fiaccola olimpica attraverserà il paese. Lunedì a Londra c’è stata la prima riunione plenaria dei gruppi di attivisti che si oppongono a London 2012. Settimana scorsa la polizia ha sgomberato un campeggio di protesta di Occupy London che insieme alla gente del quartiere voleva impedire che un parco di Leyton fosse trasformato in palazzetto da basket. E ieri è arrivato il primo provvedimento ASBO (Antisocial Behaviour Order) contro uno degli occupanti. Ne seguiranno altri assicura Scotland Yard. In pratica gli attivisti saranno tenuti alla larga non solo dalla zona olimpica, ma anche dalle strade limitrofe. Come recita lo slogan ufficiale, “inspire a Generation” che protestare è reato.