Ormai è un appuntamento fisso. Due giornalisti di altrettanti media online sono stati insigniti quest’anno del premio Pulitzer, considerato l’Oscar del giornalismo mondiale. Si tratta dell’inviato di guerra David Wood dell’Huffington Post, e del vignettista Matt Wuerker di Politico. com. “La più grande sorpresa quest’anno è arrivata dai nuovi media”, ha scritto il New York Times che a sua volta ha visto assegnare il premio a due suoi giornalisti, così come sono stati premiati altri media tradizionali (a cominciare dal-l’Ap, Associated Press).

Nella sezione foto, ha trionfato invece per la prima volta Agence France Press (Afp): a portare a casa il prestigioso premio nella categoria “breaking news” il fotografo afgano Massoud Hossaini, 30 anni, autore della istantanea, dura e bellissima, di una ragazzina, circondata dai cadaveri della sua famiglia, che piange urlando dopo un attentato kamikaze. Già lo scorso anno i media online si erano fatti largo tra il premio di giornalismo.

A vincere nel 2011 era stato infatti un reportage del sito ProPublica – realtà che anche tramite donazioni online ha l’obiettivo di finanziare inchieste indipendenti – con un reportarge sulla situazione di New Orleans devastata dall’uragano Katrina; ma anche il sito del San Francisco Chronicle sfgate. com, premiato per le sue vignette-editoriali. Un successo per le testate online che si ripete quest’anno: “Siamo felicissimi e profondamente onorati per il premio, che riconosce sia il valore esemplare degli articoli di David, sia l’impegno dell’HuffPost verso un’informazione originale che riferisce sia del dibattito nazionale che della vita della gente reale”, ha commentato Arianna Huffington, presidente e direttore dell’Huffington Post Media Group – che si appresta a sbarcare anche in Italia. Il sito Politico. com è stato invece fondato cinque anni fa, e come dice il nome è incentrato in massima parte sulla vita politica di Washington, con un focus costante sul presidente. Il suo direttore, Bill Nichols, ha accolto che grande soddisfazione il riconoscimento tributato a Wuerker, sottolineando che il suo lavoro rappresenta una delle “più grandi sfide, per afferrare l’essenza e l’immagine del panorama di Washington, inghiottito da polemiche, ostinazione e menzogna”.

In Italia le due vittorie hanno suscitata una vasta eco e qualche alzata di sopracciglio. “La prossima volta, per vincere l’ambìto Pulitzer, il mio peggior articolo lo scrivo su un blog figo” ha scritto Pierluigi Battista su Twitter. “Quando vuoi” si è autocandidato il direttore de Il Post Luca Sofri. Contenti loro…

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Il Fatto Quotidiano, 18 Aprile 2012