Meno spese per i dirigenti, per pubbliche relazioni e auto di servizio, e più fondi per ricerca e diritto allo studio. Segno più anche ai finanziamenti europei e a quelli regionali, mentre calano le risorse statali. Si può riassumere così il bilancio consuntivo 2011 dell’Università di Bologna. Un conto da circa 660 milioni di euro, che oggi ha ottenuto il prima via libera dal senato accademico. “Il consuntivo conferma la bontà delle previsioni di bilancio – ha commentato il rettore Ivano Dionigi – in un quadro di generale contrazione delle risorse, la visione strategica degli organi accademici ha saputo assegnare priorità alla ricerca, ai servizi agli studenti e all’internalizzazione”.

Nonostante i tagli generalizzati al Fondo di finanziamento ordinario decisi dal governo, l’Ateneo bolognese è riuscito ad avere dal Ministero maggiori risorse premio grazie ai risultati ottenuti nella didattica e della ricerca. A fronte infatti di un calo nazionale medio del 7,5%, la riduzione dell’Università di Bologna si è fermata al 3%. E se Roma fa economia, Bruxelles invece dimostra di credere nell’Alma Mater. Per quanto riguarda le entrate proprie, c’è stato infatti un incremento dei fondi europei, aumentati di 1 milione e 300 mila euro rispetto al 2010 (pari al 9,3%). Più risorse anche dagli enti pubblici (aumentati del 54% rispetto al 2010), e in particolare dalla Regione, che nell’ultimo anno ha investito sui programmi dell’Unione Europea per la realizzazione dei tecnopoli.

Per quanto riguarda le spese, l’Alma Mater ha puntato su servizi e borse di studio. Sono state utilizzate risorse aggiuntive di bilancio per nuove sale studio, per le associazioni studentesche, per i servizi di orientamento allo studio, per le borse di studio e per il sostegno ai redditi più bassi. In particolare l’Università ricorda come sia riuscita a garantire i soldi ai 284 studenti idonei ma non assegnatari di borsa di studio a causa dell’insufficienza di fondi. Aumentate di 2 milioni anche le uscire per la ricerca e per l’internalizzazione.

I costi per il personale sono diminuiti del 6,4% rispetto al 2010 in larga parte per effetto dei vincoli legati al turnover e al blocco degli stipendi disposti dalle recenti manovre governative. In particolare è calata del 12,3% la spesa per dirigenti, grazie a un taglio di 370 mila euro. L’Ateneo fa sapere poi di aver rispettato il limite di legge “sull’incidenza massima delle spese di personale sul totale delle assegnazioni ministeriali”, e di aver stretto al cinghia su alcune voce di spesa, così come imposto dalla legge. In particolare sono diminuiti i costi di mostre, pubblicità, spese di manutenzione e noleggio di auto, e delle attività per le pubbliche relazioni. Sacrifici che hanno permesso di restituire allo Stato quasi 2 milioni di euro.