La liquidazione di beni e servizi pubblici che, sotto l’egida della troika europea e con l’appoggio degli ex-partiti, il Governo Monti sta portando avanti con solerzia e caparbietà, produce a volte effetti paradossali, degni di un racconto di Kafka o di una commedia di Pirandello.

Se ne potrebbero raccontare tante e l’elenco si allunga purtroppo ogni giorno. Qui alludo a una vicenda assurda e amara al tempo stesso, che mi è stata riferita da Emilio Robotti, uno dei pilastri dei giuristi democratici genovesi, avvocato e candidato alle prossime elezioni comunali. Emilio ha per l’appunto redatto e patrocinato il ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Liguria contro la scandalosa decisione assunta in materia. Si tratta della vicenda degli ospiti del manicomio di Quarto a Genova, struttura già venduta al miglior offerente. E i ricoverati? Vengono appaltati a lotti di venti, quasi si trattasse a loro volta di merci o immobili. Solo che, in questo caso, vince la gara chi offre il prezzo più basso.

Il rispetto dei diritti della persona non è evidentemente una priorità nel capitalismo in fase morente “governato” da personaggi degni di Bram Stoker, l’autore di Dracula.  La catena di comando parte dalla troika (Banca centrale europea, Commissione, Fondo monetario internazionale), passa per il governo “tecnico” di Monti, Passera e Fornero e approda ad amministrazioni locali incapaci di reagire e completamente sottomesse ai ricatti, che non solo tagliano del 5% i servizi offerti ai settori più deboli e disagiati della popolazione, ma indicono un’asta “al massimo ribasso” per l’assegnazione dei degenti. Il relativo bando va annullato per la sua chiara contrarietà ai diritti umani e al minimo etico esigibile anche in epoca di Monti e c.  Nessuno infatti garantisce che ai degenti sia erogata un’assistenza sanitaria che presenti l’indispensabile livello di qualità. Se il criterio è quello del massimo ribasso, possiamo infatti ben immaginare a che tipo di destino possano andare incontro gli assistiti.

Del resto di che stupirsi. Nella troika c’è pure quel Fondo monetario internazionale, composto da “tecnici” ultrastipendiati che si lamentano del fatto che cominciamo a vivere troppo a lungo. E se cominciassero loro a togliere il disturbo?

L’Italia, un tempo famosa per una riforma psichiatrica all’avanguardia come quella del grande Basaglia, mette oggi all’asta le persone affette da disagio mentale. Colpa di un sistema disumano e di una classe politica mediocre che dovrebbe essere mandata non in manicomio, anche perché si tratta di persone mediamente furbette, ma sicuramente a zappare la terra, in caso con pesanti palle di piombo incatenate al piede per prevenire il pericolo di fuga. Questa, sia ben chiaro, non è antipolitica. E’ il tentativo di salvare la politica annientando un ceto di parassiti e incapaci che da molti anni la sta screditando e affossando. Il peggiore servizio che si possa rendere oggi alla politica è infatti quello di identificarla con gli attuali partiti. Con l’eccezione, per quanto riguarda le forze rappresentate in Parlamento, dell’Italia dei Valori, che ha promosso il referendum per l’abolizione del finanziamento pubblico. Un passo indispensabile verso la moralizzazione della vita pubblica e la ripresa in Italia di una democrazia che possa essere definita tale.