Ieri ho partecipato in studio alla trasmissione Matrix di Canale5. Il tema è stato esplicitato sin da subito, quello dei giovani disoccupati: il dato, ripreso in queste settimane molte volte dal Fatto ma argomentato anche in un altro mio post, presenta un terzo della forza lavoro giovane italiana non occupata. Un dato drammatico, che ci pone molto lontani dall’Europa.

In puntata è stato argomentato come siamo lontani dall’Europa anche nel modo in cui si affrontano questi aspetti. Così ha affermato Oscar Giannino: “Paesi che sperimentano un ingresso nel lavoro prima, con uno Stato che propone offerte scolastiche propedeutiche al lavoro e che riescono a intercettare meglio i giovani, consentono poi un ingresso agli stessi giovani nel mondo del lavoro e agevolano anche le imprese. Con la riforma che si sta discutendo in Parlamento il giro di vite sulle forme di ingresso del mercato del lavoro segnerà un ulteriore aumento della disoccupazione delle classi più giovani. Noi dobbiamo cambiare il sistema dell’istruzione e della formazione”.

Condivido pienamente la tesi di Giannino, e aggiungo che il fatto che in Europa il 40% dei giovani abbia la possibilità di studiare e lavorare con un lavoro pagato, stabile, fisso, dovrebbe farci riflettere anche sulle forme più lungimiranti di apprendistato. In modo provocatorio, ma condivisibile, Giuseppe Bortolussi della CIGIA di Mestre ha affermato: “Da noi le scuole sono fatte per chi insegna non per chi le frequenta”.

Forse è vero, come è anche vero che i giovani devono dare anche il proprio contributo, e questo presuppone anche un atteggiamento culturale proattivo che non sempre emerge tra le generazioni intorno ai trenta. Io credo che questa proattività possa e debba oggi palesarsi anche nelle opportunità che la rete può offrire, come acceleratore di business. Le storie che ho raccolto in questi anni sui wwworkers dimostrano che chi si mette in gioco, e gioca anche su un terreno ancora impervio come quello della rete, può farcela, sperimentando formule sostenibili, migliorabili senza dubbio ma già di fatto esistenti.

I giovani e le potenzialità della rete. Un paio di storie tra le tante: Naide Dalle Piane e Andrea Quaranta, prima erano praticanti in uno studio legale e oggi lavorano in proprio in qualità di consulenti di diritto ambientale: le commesse arrivano direttamente online sulla loro piattaforma. Il ventottenne Filippo Rubini, un passato come impiegato nel settore estero dell’azienda, oggi dirige con successo un’attività online di distribuzione di shopping bags.

Due storie che non cancellano la drammaticità dei dati sulla disoccupazione giovanile, assolutamente, ma che in qualche modo vogliono proporre anche un’altra storia, una possibile soluzione, una via ancora poco definita certamente, ma da forse da intraprendere.