Le agenzie hanno battuto ieri sera la notizia che, al termine dei lavori del ‘tavolo’ istituito dal Ministro Fornero sullo scabroso tema degli esodati, il Ministro stesso ha dichiarato che “si è accertato che il numero di persone complessivamente interessate è di circa 65mila e pertanto l’importo finanziario individuato dalla riforma delle pensioni, attuata col decreto Salva Italia, è adeguato a corrispondere a tutte le esigenze senza dover ricorrere a risorse aggiuntive” e che “l’importo era il frutto di stime prudenziali che hanno reso possibile includere anche quanti, successivamente introdotti da emendamenti parlamentari al decreto Milleproroghe, non erano compresi nella platea originariamente prevista”.

Salvo sorprese dell’ultim’ora il finale sarebbe da film di Walt Disney; il bene trionferebbe sul male, Cenerentola sposa il principe e Biancaneve resuscita dal sonno eterno. Se così fosse (e non voglio credere che il Ministro ci metta la faccia per poi ritrovarsi con qualche migliaia di disoccupati a piedi dopo dichiarazioni tanto decise) si sarebbe fatto tanto rumore per nulla; neppure Shakespeare aveva pensato una trama tanto intrigante nel suo “Much ado about nothing”.

Ci sarebbe da chiedersi come mai non si fosse giunti a queste conclusioni, che sembrano avere richiesto tutto sommato solo pochi giorni di lavoro del “tavolo”, molto prima che montassero sconcerto, disperazione e rabbia, cioè intorno al 15 Dicembre 2011, ovvero pochi giorni dopo la emanazione della riforma delle pensioni, ma passiamoci pure sopra; restano però un paio di atti concreti che bisogna richiedere con fermezza al Ministro e cioè i seguenti:

Se è vero (e, ripeto, a questo punto deve essere vero) che le risorse stanziate a suo tempo furono calcolate oculatamente per garantire che non ci fosse nessun “appiedato” dalla riforma, occorre che il decreto legge che il Ministro ha dichiarato che verrà fatto nelle prossime settimane, sia di una semplicità estrema e contenga un solo articolo che suoni pressappoco così:

“Tutti coloro che al momento della emanazione della riforma fossero in stato di disoccupazione o avessero accettato accordi di uscita dal lavoro e che avrebbero maturato da quello stato i requisiti previgenti alla riforma stessa potranno accedere al trattamento pensionistico secondo le regole previgenti”. Semplice, diretto, non equivoco e certificante il lieto fine; soprattutto farebbe anche giustizia del rischio che i “circa” 65.000 siano magari 67.000 con magari 2.000 esclusi.

In Dicembre ebbi a dire che il fatto che fossero stati stabiliti dei tetti di spesa per le salvaguardie mi faceva pensare che si ipotizzavano più persone da salvaguardare di quante se ne volessero effettivamente esonerare dalla riforma; spero caldamente di essermi sbagliato, nel qual caso la promulgazione di un decreto legge come quello che ho abbozzato sopra dovrebbe essere semplicissima e non creare alcun problema.

Infine, sarebbe opportuno specificare da parte del Ministro, a quali esodati si riferisca nel dettaglio quando parla di circa 65.000 casi; stiamo parlando delle categorie originalmente esonerate nel testo della legge, più altri casi aggiunti dal milleproroghe? E quali specificatamente? Ha in mente dei limiti temporali per il raggiungimento dei requisiti?

Tutte domande alle quali sono certo che verranno risposte nei prossimi giorni; se non verranno, nel mio piccolo, sarò qui a denunciarlo ogni giorno.

In effetti, però, qualche dubbio c’è, dato che secondo il Corriere della Sera fonti vicine alla commissione tecnica lascerebbero trapelare che il decreto che si andrà a fare dovrà probabilmente contenere misure riduttive della platea degli esonerati e che secondo l’INPS gli esodati sarebbero invece in totale 130.000; in questo caso, però voglio fare un atto di fiducia nei confronti del Ministro e delle sue cifre, poiché veramente non posso credere, neppure pensando tutto il male possibile, che voglia diffondere numeri che si rivelassero errati e fuorvianti, generando aspettative nuovamente deluse, che volesse peggiorare legislativamente le deroghe previste dalla riforma e dal milleproroghe, che avesse in mente di giocare un po’ con le cifre sulla pelle delle persone ed esporsi a un fallimento politico ma anche di credibilità e reputazione personale.

Dulcis in fundo, sarebbe troppo chiedere che coloro che verranno esonerati potessero ricevere dall’INPS risposte certe? O meglio che, pur in assenza del trattamento pensionistico che verrà a tempo debito, dopo le varie finestre etc. venga loro rilasciato dall’INPS un attestato della maturazione del diritto, come si usava fare un tempo?

Ecco, dove il Ministro fosse conseguente alle dichiarazioni ottimistiche odierne e le concretizzasse negli atti di cui sopra potremmo finalmente ricrederci su una parte delle critiche che le abbiamo rivolto e cominciare a occuparci di più degli altri gravi problemi (meno urgenti del problema esodati, ma comunque gravi) generati dalla riforma, quali, per esempio, le ricongiunzioni onerose, la mancanza di gradualità, il conflitto tra allungamento dell’aspettativa di vita e l’abbassamento della aspettativa di vita sana, i lavoratori precoci e vari altri.

Hai visto mai che dopo Cenerentola a nozze e Biancaneve resuscitata potessimo vedere anche la Bella addormentata risvegliarsi? Senza più streghe cattive.