“Le condizioni nei mercati del lavoro dell’area dell’euro continuano a deteriorarsi” e “le indagini congiunturali anticipano un ulteriore peggioramento nel breve termine”. Lo scrive la Banca centrale europea nel suo bollettino mensile. Secondo la Bce, l’aumento degli spread di Italia e Spagna nelle ultime settimane “si è verificato sullo sfondo di una riconsiderazione delle prospettive per la crescita nell’area dell’euro”. A questo, prosegue la nota dell’istituto, si aggiunge che “nel complesso la fiducia dei mercati obbligazionari non ha recuperato completamente”.

La Bce nota che nel quarto trimestre 2011 l’occupazione è diminuita dello 0,2% sul periodo prevedente, dopo il calo di pari misura nel terzo trimestre. Il tasso di disoccupazione, che è andato aumentando sin dall’aprile 2011, si è collocato al 10,8% nel febbraio 2012.

“Agli inizi del 2012 – prosegue il bollettino – i dati delle indagini confermano una stabilizzazione dell’attività economica su bassi livelli. Le perduranti tensioni nei mercati del debito sovrano e il loro impatto sulle condizioni creditizie, nonché il processo di risanamento dei bilancio nel settore finanziario e in quello non finanziario e l’elevata disoccupazione in alcuni Paesi dell’area dovrebbero continuare a frenare la dinamica di fondo della crescita”.

Solo graduale, secondo Eurotower, la ripresa registrata quest’anno. Nei primi mesi del 2012 si sono registrati livelli “modesti” di crescita nell’area euro ma ci si attende “una graduale ripresa dell’economia” nel corso dell’anno: “Gli indicatori relativi alla crescita economica basati sulle indagini congiunturali – spiega la Bce – si sono praticamente stabilizzati su livelli modesti nei primi mesi del 2012 e ci si attende una moderata ripresa dell’attività nel corso dell’anno”. In particolare, il consiglio direttivo dell’Eurotower “continua ad attendersi una graduale ripresa dell’economia dell’area dell’euro” nel corso del 2012.

Francoforte stima per il 2012 “un fabbisogno di rifinanziamento pubblico particolarmente rilevante pari o superiore al 20 per cento del Pil per Grecia e Cipro (che necessitano solo in parte di un finanziamento sul mercato) nonché per Belgio, Spagna, Francia, Italia, Paesi Bassi e Portogallo”. In generale, spiega l’Eurotower, “i paesi con una notevole quota di debito in scadenza nel breve termine sono particolarmente vulnerabili a improvvise variazioni dei tassi di interesse e del clima di mercato”.