Il suo volto non compare tra quelli dei dieci candidati sindaco di Parma e vederlo in giro da fine settembre, dopo le sue dimissioni da primo cittadino, è sempre più difficile. Ma anche dopo l’uscita dalla scena politica, forzata dalle inchieste su corruzione e tangenti che hanno travolto il Comune durante il suo mandato, Pietro Vignali non resta in silenzio.

Dopo il primo sfogo del 20 marzo, quando aveva commentato la discesa in campo del suo predecessore e “mentore” Elvio Ubaldi e della sua ex collega di giunta Maria Teresa Guarnieri, l’ex sindaco di Parma invia una seconda lettera per la città. Questa volta il primo pensiero è per l’operato del commissario Mario Ciclosi, chiamato a risanare i conti del Comune e a traghettarlo fino alle elezioni del 6 e 7 maggio: Vignali lo ringrazia per il lavoro svolto dopo la sua dipartita. Quindi, proprio come aveva fatto nella sua prima lettera, l’ex primo cittadino continua a sparare a zero su Ubaldi e la sua candidatura.

“I conti del Comune e delle società partecipate sono in sicurezza, come ufficializzato da Ciclosi in questi giorni – esordisce Vignali – Penso che il commissario abbia lavorato bene, mettendoci il massimo impegno in questo suo incarico nella nostra città. Per questo lo voglio ringraziare. Sono consapevole di cosa voglia dire “fare il sindaco” e di quanto sacrificio esso comporti”.

Una cosa però l’ex primo cittadino ci tiene a precisare, lanciando la prima stoccata a Ubaldi: “Per quanto riguarda la spesa corrente, a dire il vero, i conti li avevamo già messa a posto noi, senza alzare le tasse: il bilancio lasciato da Ubaldi – ribadisce Vignali, come già aveva fatto nel suo precedente intervento – nel 2006 si era chiuso con uno squilibrio negativo di 8 milioni che erano coperti da plus valore e oneri di urbanizzazione; durante il mio mandato amministrativo ho quasi azzerato questo utilizzo improprio delle entrate straordinarie secondo i principi della corretta contabilità pubblica”.

L’ex sindaco mette poi in chiaro un altro punto da sempre additato dall’opposizione come sua pesante eredità. “Sul fronte dell’indebitamento, il commissario ha agito con raziocinio. È lampante, però – chiarisce – che se la situazione fosse stata così nefasta come taluni la descrivevano in modo apocalittico, per quanto bravo sia Ciclosi, nessuno in tre mesi sarebbe riuscito ad aggiustare un bilancio al collasso. Tale evidentemente non era”.

Pur ammettendo il grave problema dell’indebitamento delle società partecipate (“era e rimane alto”), Vignali addirittura plaude all’operazione verità portata avanti nell’ultimo periodo dai partiti del centrosinistra, mettendosi dalla loro parte e sferrando un altro attacco a Ubaldi: “In queste ultime settimane ho notato con piacere un passo in avanti della politica locale nella direzione della verità dei fatti – scrive – Oggi i partiti del centrosinistra, pur non risparmiandomi nulla, per carità, e in taluni casi con critiche fondate, dichiarano che più del 90 per cento di tale indebitamento (Stu Stazione, Stu Pasubio, Spip) è stato determinato da scelte compiute dall’amministrazione Ubaldi. Non è il gioco dello scaricabarile – mette le mani avanti Vignali – perché io le mie responsabilità me le assumo tutte pienamente, ma di atti pubblici e di chiarezza dovuti ai cittadini”.

Il finale della missiva di Vignali è tutto dedicato in negativo al suo predecessore e ai problemi lasciati da risolvere in Comune prima a lui, come sindaco, e poi al commissario Ciclosi. “Oggi possiamo dirlo, sia pure a malincuore avendone fatto parte: alcune decisioni dell’ultima amministrazione Ubaldi hanno prodotto grossi danni alla città. Prima io e poi il commissario ci siamo trovati nella non facile situazione di doverle gestire e correggere. Ubaldi parla di “ritorno al futuro” – conclude Vignali, riferendosi ai manifesti elettorali di Ubaldi – Più che un ritorno, io mi sarei aspettato un ritiro. Sarebbe stato meglio, per tutti”.