Beppe Grillo è una persona sincera. Se sta nervoso, o gli sta antipatico qualcuno o qualcosa, non si preoccupa di nasconderlo. Come ieri, a San Giorgio a Cremano (Napoli), all’iniziativa per sostenere la lista del Movimento 5 Stelle alle amministrative locali. Mi ha colpito l’acredine con cui ha parlato della stampa, bofonchiando a margine del comizio qualcosa sui “giornali e giornalisti feccia”, sui “giornali finti amici che non sapevamo che erano nemici” e via andando, dopo avermi liquidato senza garbo quando insieme al videoreporter Andrea Postiglione mi sono presentato come collaboratore del “Fatto Quotidiano”. Sì, proprio la testata che sulle pagine web dell’Emilia Romagna ha pubblicato con ricchezza di dettagli notizie e approfondimenti sulle diatribe interne al Movimento, lì dove è maggiormente forte e radicato. A comizio concluso, alla richiesta di chiarimenti Grillo ha precisato di “salvare una decina di giornalisti al massimo” e che tanto “i giornali chiudono”.

Peccato. Siccome siamo ancora aperti, avremmo voluto fargli una domanda sul caso Emilia, o approfondire il suo giudizio sull’operato dell’ex amico Luigi de Magistris, da un anno sindaco di Napoli, eletto nonostante la scomunica di Grillo e le sue accuse di alto tradimento per aver mollato il mandato di europarlamentare. Peccato. Sarà per la prossima volta. E complimenti per l’intervento dal palco (quando sale quei tre gradini Grillo si trasforma), come sempre lucido e trascinante.

Solo una preghiera: non riciclare le stesse battute. A cominciare da quella con cui condisci la notizia che le liste 5 Stelle sono fatte da incensurati: “Si è presentato uno che ci ha detto ‘io sono ricercato, posso iscrivermi lo stesso’”? La ascoltai anche a Terzigno, al comizio di solidarietà di Grillo coi comitati antidiscarica. Era il 22 novembre 2010 e la citai nel pezzo a mia firma uscito sul giornale del giorno dopo. Il Fatto Quotidiano fu l’unica testata nazionale che dedicò un articolo alla sua trasferta terzignese. Grillo forse deve avere dimenticato. Di aver già detto quella battuta, intendo.