In Italia l’omosessualità è una patologia. La codifica del “lesbismo” è infatti presente nella classificazione Icd-9 con il codice: 302. 0 alla voce “omosessualità egodistonica o disturbo di conflitto omosessuale o lesbismo egodistonico”.

Sarà pure una vecchia classificazione
ma le cose, secondo lo stesso ministero della Salute stanno così: “L’orientamento sessuale egodistonico si ha quando l’identità di genere o la preferenza sessuale (eterosessuale, omosessuale, bisessuale o prepuberale) non è in dubbio, ma l’individuo desidererebbe che fosse diversa a causa di disordini psicologici e del comportamento associati”. Il tutto è contenuto nel fatidico modulo “Icd 9-cm della classificazione internazionale utilizzata per la definizione delle diagnosi e dei traumatismi nei ricoveri. La questione è spiegata nel servizio sull’omofobia pubblicato dal settimanale l’Espresso anche se il dicastero di Balduzzi è corso ai ripari, definendo fuorviante l’articolo e precisando nel dettaglio il contenuto del fantomatico Icd (International classification of diseases) che comunque è l’unico usato per le schede di dimissione ospedaliera e che contempla l’elenco ufficiale delle patologie e dei traumatismi.

Un documento che, a cascata, viene poi usato da tutti i Comuni e tutte le organizzazioni sanitarie nazionali e locali. Lo stesso Inps, sulla base di questi elenchi, certifica disabilità e invalidità per i Comuni e Regioni, ospedali e istituti di previdenza. La questione, manco a dirlo, ha suscitato reazioni a catena a cominciare da Franco Grillini per cui “il fatto è di una gravità inaudita perchè l’Italia non si è ancora adeguata all’elenco internazionale che aveva risolto questo problema cancellando definitivamente l’omosessualità dalle patologie cosa che, peraltro, l’Oms ha già addirittura attuato a partire dal 17 maggio 1990” aggiungendo che oltre all’orientamento sessuale egodistonico il documento ministeriale contemplerebbe anche il termine “transessualismo”. Anna Paola Concia, deputata del Partito democratico, spiega di aver già chiesto al ministro Fornero di varare immediatamente un decreto legge con il quale poterci liberare di questa vergogna. “Mi ha risposto che si attiverà subito per farlo, di concerto con il ministro Balduzzi”. Dal canto suo il ministero, sulla questione del mancato adeguamento della versione italiana dell’Icd-9 (che secondo il ministero recepirebbe comunque la classificazione internazionale attualmente in uso negli Stati Uniti fino al 2013) assicura invece che “sta avvenendo secondo la tempistica ordinaria e senza alcun ritardo burocratico”.

Il Fatto Quotidiano, 6 Aprile 2012