L'occupazione nell'assessorato alla Casa del Comune di Milano (foto di Luigi Franco)

Da una parte chi sostiene che la casa è un diritto, a ogni costo. Dall’altra coloro che vogliono contrastare le occupazioni abusive degli alloggi comunali, anche con la forza. Due visioni che oggi si sono confrontate per quasi quattro ore nei corridoi dell’assessorato alla Casa di Milano, nella centrale via Larga. Dove alle 14.30 sono entrate una trentina di persone, tra abitanti degli edifici popolari di zona San Siro e studenti legati al centro sociale Il Cantiere. Sono saliti fino al quarto piano e montato tende da campeggio per protestare contro lo sgombero di quattro famiglie che questa mattina sono state allontanate dagli appartamenti di via Pastonchi in cui abitavano senza permesso. Ore di trattative e poi la promessa di una sistemazione temporanea in albergo, almeno fino a giovedì.

Ventuno persone in tutto, di cui 11 bambini. Che questa sera – hanno detto – non saprebbero dove passare la notte, se non in mezzo alla strada. Così tre donne, aiutate dai giovani del Cantiere e dal comitato Casa e giustizia, hanno occupato gli uffici dell’assessore Lucia Castellano. “Se non ci date un posto dove dormire, questa notte la passiamo qua”, hanno minacciato, sedute di fianco alle due tende in mezzo alla segreteria dell’assessore. Attorno ai piedi una catena, accanto una scrivania con sopra i fogli del lavoro di un venerdì prepasquale.

“Stamattina sono arrivati all’improvviso quelli del Comune – ha raccontato Assunta, 39 anni e quattro figli minorenni – e hanno buttato giù la porta senza nemmeno darci il tempo di girare la chiave”. Nel corridoio altre due tende. Appesi ai muri fogli contro la giunta Pisapia che, hanno detto, si è presentata come vicina ai deboli. E invece è “gentile coi potenti, arrogante con i poveri“, è scritto su un cartello.

Da Palazzo Marino fanno sapere che le donne si sono rifiutate di andare in comunità. E che lo sgombero era programmato per lo scorso dicembre, ma poi è stato rinviato fino al termine dell’inverno. Secondo l’amministrazione, inoltre, l’intervento di questa mattina è stato sollecitato da alcune lettere di altri residenti, che segnalavano l’occupazione dei locali e danni al caseggiato. Un pretesto inventato per giustificare l’utilizzo della forza, hanno ribattuto gli occupanti: un’azione degna della giunta precedente, quando a organizzare gli sgomberi era il vicesindaco Riccardo De Corato. Che oggi gongolava: “L’opposizione di centro destra lo ha sempre sostenuto – ha dichiarato il consigliere comunale del Pdl – Con gli abusivi non c’è altra strada che quella degli sgomberi”. E sull’occupazione degli uffici dell’assessorato ha commentato: “Questo accade quando si tratta e si giustificano gli abusivi”.

“Non siamo qua per fare polemica politica quando ci sono di mezzo bambini e gente che ha bisogno”, ha ribattuto l’assessore alla Sicurezza Marco Granelli dalla sede di via Larga. Dove ha trascorso il pomeriggio per trattare con le famiglie, insieme alla collega responsabile della Casa, all’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino e al comandante della polizia locale Tullio Mastrangelo. Mentre gli agenti della Digos hanno controllato che nei corridoi la situazione rimanesse tranquilla.

Gli occupanti hanno voluto garanzie sui prossimi giorni. E lanciato accuse contro il Comune, che “tiene tantissimi alloggi popolari vuoti”, senza assegnarli a nessuno. “Quelli non assegnati sono 2mila di Palazzo Marino e 2.500 dell’Aler (l’ente che gestisce le case popolari a Milano, ndr) – ha precisato più tardi l’assessore Castellano –, su un totale di 70mila appartamenti. Gli alloggi sfitti ce li siamo trovati dalla giunta precedente. Puntiamo entro la fine del 2012 a ristrutturarne un migliaio, che poi verranno assegnati”.

Tre ore e mezza di trattative, con Mirko Mazzali, consigliere comunale di Sel e presidente della commissione Sicurezza, nonché avvocato di movimenti e centri sociali milanesi, che è passato da una stanza all’altra per cercare l’accordo. Che è arrivato solo alle 18: famiglie in albergo fino a giovedì e riunione della commissione di Assegnazione martedì, per valutare che ci siano i requisiti per ottenere gli alloggi del Comune. Tende smontate in pochi minuti e una promessa: “Se non ci verrà assegnata una sistemazione, ritorneremo”. Dall’altro lato la risposta: “La nostra linea sugli occupanti non cambia – ha garantito Castellano – L’abusivismo è un reato”.