Pd e Terzo Polo convolano a nozze. Ma nessuno avrebbe mai pensato che le prove tecniche delle larghe intese romane arrivassero fino in Emilia Romagna. Proprio nella regione più rossa d’Italia dove le maggioranze comunali nei piccoli paesini della pianura e della collina, e non più tardi di dieci/quindici anni fa, erano bulgare e orientate a sinistra.

Sono 18 i Comuni emiliano romagnoli, tra cui due importanti capoluoghi di Provincia come Parma e Piacenza, che tra un mese, il 6 e 7 maggio, andranno alle urne per rinnovare i propri consigli comunali ed eleggere nuovi sindaci.

E il quadro che si prefigura è piuttosto differente dalla tornata elettorale di cinque anni fa negli stessi comuni. Maggioranze variabili soprattutto nel centrosinistra e una tendenza certa: il timone del Partito Democratico puntato a dritta verso Casini e Fini.

Anche in Emilia Romagna, dunque, la politica mostra un volto quasi creativo e allaccia alleanze inedite per conquistare 18 poltrone, di cui al momento 5 sono occupate da commissari straordinari, 9 da sindaci civici, 3 da coalizioni miste tra civici e centrosinistra e una sola dal centrodestra. A fronte di un cambiamento giuridico nazionale che prevede il taglio di poltrone tra consigli comunali e assessorati.

Il caso più eclatante è quello di Parma, dove i vertici di Fli hanno deciso, non senza divisioni interne ai finiani, di sostenere Vincenzo Bernazzoli, esponente del Pd e attuale presidente della Provincia, attraverso l’appoggio alla lista Altra politica di Maria Teresa Guarnieri, ex assessore del sindaco Ubaldi, a sua volta candidatosi con l’Udc, smarcandosi dal suo successore e pupillo Pietro Vignali.

L’intento è quello marcare il solco rispetto alla debacle del sindaco civico sostenuto dal Pdl (e inizialmente anche dall’Udc) Pietro Vignali, dimissionario dopo gli scandali sulle presunte tangenti ricevute dai suoi più stretti collaboratori e funzionari comunali. Per prendere le distanze dai berlusconiani che sostengono il candidato a sindaco Paolo Buzzi, ex vicesindaco di Vignali, i finiani si ritrovano però in una coalizione, fianco a fianco con il Pdci, abbattendo in modo del tutto inusuale uno storico divario tra destra e sinistra.

L’alleanza inedita Pd-Terzo Polo è ancor più evidente a Comacchio, in provincia di Ferrara, dove il candidato del Pd Alessandro Pierotti, incassa non solo il sostegno dell’Udc, ma di fatto di tutto il Terzo Polo, con l’appoggio delle liste L’Onda, ma anche Comacchio Futura guidata dall’ex An, Marcello Luciani. A Comacchio non più di un mese la protesta simbolica di una trentina di militanti Pd che strapparono le loro tessere in segno di protesta contro la decisione di allargamento al centro del loro partito.

Le carte sul tavolo sembrano mischiarsi, questa volta all’insegna dell’amarcord nel centrodestra, anche nel ravennate, per la corsa alla guida del comune di Riolo Terme dove sono state presentate tre liste dalla dicitura civica: Uniti per Riolo Terme (Pd, Idv, Sel, Fds e Psi) con candidato sindaco l’assessore Alfonso Nicolardi; Alternativa per Riolo che candida Guido Catani; e Insieme per Riolo a sostegno di Vincenzo Valenti sostenuto da Pdl, Lega Nord, Udc e indipendenti.

Anche a Campegine (Reggio Emilia), le primarie del centrosinistra (solo con Idv e Sel) vinte dal nipote dei fratelli Cervi, Paolo Cervi, hanno visto una miniscissione a sinistra con il Pdci pronto a ritornare alle origini del vecchio Pci con la lista civica Lavorare per Campegine che includerà Fds e Verdi, proprio per contrastare le spinte centriste del partito di Bersani.

Nel Comune di Serramazzoni (Modena) il centrosinistra si spacca sul post sindaco Ralenti, non più candidabile dopo due mandati e finito coinvolto in un’inchiesta per corruzione e turbativa d’asta. Due i candidati dell’area Pd: l’ex assessore all’urbanistica Sabina Fornari, appoggiata da Ralenti, e l’ex direttore dell’Ausl Roberto Rubbiani più vicino all’area centrista ex Margherita. A complicare ulteriormente la questione Sel, Rifondazione e Verdi sosterranno autonomamente l’enologo Fausto Leonelli.

Sempre in terra di Romagna a Coriano, nel paese di Marco Simoncelli, il Terzo Polo non ha preso una decisione ufficiale. Sei le liste presentate: Risanamento e Rinnovamento con il candidato Pd Emiliano Righetti; Progetto Comune di Domenica Spinelli (Pdl); Luca Gallini per Coriano vicina alla Lega Nord; Sinistra Critica con Matteo Squadrani; Coriano Comunità Aperta con l’ecologista Fabia Tordi e infine l’indipendente Angelino Gaia con la lista Nuova Coriano nella quale confluiranno candidati vicini a La Destra di Storace, ma anche Marta Mengozzi del centrista Terzo Polo.

A Piacenza il dopo Reggi è una sfida a sei dai connotati classici tra il centrosinistra/sinistra di Paolo Dosi, il candidato leghista Massimo Polledri, quello del Terzo Polo Pier Paolo Gallini, la grillina Mirta Quagliaroli e il candidato Pdl Andrea Puparo che ha vinto le primarie con il 90% dei consensi. Ed è proprio nel centrodestra che si è svolta una bizzarra guerra in tribunale sul plagio dei simboli. L’ex ministro Pdl Sandro Bondi ha accusato la lista civica ‘Forza Piacenza Insieme, di aver usato un simbolo troppo simile a quello storico di Forza Italia. Una tesi che Bondi ha portato in tribunale presentando regolare esposto. La lista, che in effetti ricorda molto il logo in diagonale e in tricolore del partito fondato da Berlusconi, sostiene il candidato leghista Massimo Polledri.

Infine, dopo il caos espulsioni di Ferrara e Cento, il Movimento 5 Stelle potrebbe diventare protagonista di una campagna elettorale sottotono ma dai risvolti politici potenzialmente dirompenti. I grillini propongono solo quattro candidati ma puntano ai comuni più grossi: Piacenza con Mirta Quagliaroli, Parma con Federico Pizzarotti, Comacchio con Marco Fabbri e Budrio con Gianfranco Giacon.

di Davide Turrini