Nuovo ultimatum per la liberazione di Paolo Bosusco, il leader dei maoisti, Sabyasachi Panda, ha fissato un nuovo termine di 96 ore, fino a martedì’, perche’ siano liberati sette compagni che si trovano in carcere e di cui i guerriglieri hanno chiesto il rilascio in cambio della vita di Bosusco. In caso contrario, il capo moista ha minacciato di compiere “un passo estremo”, uccidendo l’ostaggio italiano. I ribelli hanno definito gli sforzi del governo dell’Orissa – che ha annunciato la liberazione di 27 detenuti – una “farsa”: di questi ultimi, infatti, 23 sono in contropartita per il rilascio del deputato indiano Jhina Hikaka (nelle mani di un diverso gruppo di ribelli) mentre solo quattro riguardano il gruppo di Panda.  L’audio messaggio del capo dei maoisti è stato trasmesso dall’emittente indiana Ndtv, che fin dall’inizio è stata molto informata sul rapimento e sulle trattative (fu la prima a comunicare il sequestro).

La risposta di Panda è giunta dopo che il chief minister dell’Orissa Naveen Patnaik aveva presentato ieri un elenco di 27 persone (quattro riguardanti le richieste dei rapitori di Bosusco e 23 quelli di un deputato tribale) di cui il governo avrebbe “facilitato” l’uscita dal carcere. Il vento negativo per l’ostaggio italiano si era percepito già in mattinata a Bhubaneswar, quando si erano riuniti nuovamente i negoziatori del governo locale (guidati dal numero due del Dipartimento dell’Interno, UN Behera) e quelli designati dai maoisti, B.D. Sharma e Dandapani Mohanty.

Questi ultimi avevano dichiarato al termine del round negoziale: “Siamo incapaci di comprendere il verbo ‘facilitarè, perchè può anche non voler dire nulla. Il governo dovrebbe chiarire in che modo faciliterà il rilascio”.

Il tour operator piemontese è ostaggio dei ribelli dal 14 marzo e nel frattempo era stato liberato l’altro italiano con, Claudio Colangelo, con il quale Bosusco fu bloccato dai rapitori. Nei giorni scorsi ha parlato al walkie-talkie con alcuni giornalisti. “Sopravviverò – aveva detto – Queste persone sono molto gentili, mi trattano bene” definendo però “una doppia ingiustizia” quello a cui è sottoposto, perché ha “sempre rispettato sempre le regole, ma anche perché potrei essere rimpatriato”. Al contrario lui vorrebbe restare in India.