Nascere oggi significa avere buone probabilità di vedere l’alba del 2112, ma purtroppo anche di dover affrontare grossi problemi economici. Almeno secondo l’Office for national statistics (Ons), il dipartimento statistico dell’Inghilterra, secondo cui un bambino su tre nato quest’anno raggiungerà il traguardo dei 100 anni. Sarebbe una buona notizia se non fosse per tutti i problemi pensionistici e di assistenza sanitaria, che questo compraterà e che già da tempo preoccupano le autorità britanniche.

Pur parlando di grandi distanze di tempo, il problema è più urgente che mai. Per l’Ons già entro il 2050 il numero dei centenari è destinato ad aumentare a quasi mezzo milione di persone, rispetto ai soli 14.500 centenari di quest’anno o ai 600 del 1961. Il Regno Unito, così come tutti i paesi del mondo sviluppato, si trovano quindi ad affrontare una sfida importante sotto il profilo pensionistico.

“Questa sfida deve essere affrontata per evitare che le persone vadano in pensione in povertà”, dice Darren Philp, policy director della National association of Pension funds (Napf), l’associazione che rappresenta l’industria dei fondi pensione. Cibo sicuro, progressi della medicina e soprattutto una drastica riduzione dei lavori manuali, che in passato hanno contribuito a peggiorare la condizione di salute delle persone, hanno reso possibile un aumento dell’aspettativa di vita in quest’ultimo secolo.

Tuttavia, guardando all’altro lato della medaglia, una vita più lunga significa anche una più forte pressione sui costi di previdenza e assistenza sanitaria nei prossimi decenni. “Mentre è rassicurante il fatto che l’aspettativa di vita a 65 anni stia migliorando, questo aumenta la pressione finanziaria nel pensionamento, così come aumentano i fondi pensione che devono essere distribuiti  su un periodo più lungo”, commenta Steve Lowe, direttore affari esterni alla Just Retirement, una società pensionistica.

Attualmente la situazione pensionistica britannica sta affrontando tutta una serie di problematiche. Un report dello scorso anno, ad esempio, ha rilevato che la metà dei lavoratori inglesi non risparmia abbastanza per la pensione, mentre la Napf ha recentemente avvertito che il numero di persone che contribuiscono alla pensione sul posto di lavoro è a un livello più basso rispetto al 1950.

“’E’ sorprendente che l’assorbimento delle pensioni sia sceso a questo livello. Con una popolazione che vive più a lungo, questa è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno”, ha detto Joanne Segars, chief executive della Napf. Il Regno Unito sta pensando di aumentare l’età pensionabile portandola a 67 anni, così come ha fatto anche l’Italia. Uomini e donne allo stesso modo, senza quindi nessuna distinzione d’età, potrebbero esser costretti ad andare più tardi in pensione entro il 2026.

Che ci sia la necessità di fare qualcosa per assicurare una pensione dignitosa a tutti i cittadini appare subito evidente dinanzi alla freddezza dei numeri. Se un terzo degli 826mila bambini del Regno Unito sotto il primo anno d’età potrebbe vivere un secolo, l’attuale sistema pensionistico rischia di andare in tilt. Le attuali misure, predisposte in periodi diversi da questo, potrebbero fallire miseramente dinanzi a questa nuova realtà. Se  nel 2010 c’erano solo 12mila persone con un’età di 100 anni o più, nel 2060 si prevede che ce ne siano almeno 455mila, un aumento di quasi 40 volte rispetto al 2010.

“E’ una grande notizia che le persone vivono più a lungo. Ma questo mette in evidenza la grande sfida di come aiutare le persone a salvare la loro pensione per un periodo più lungo”, sottolinea Philp della Napf. E questa soluzione dovrebbe riguardare sia gli uomini che le donne. In generale, il numero delle donne che raggiungono i 100 anni d’età è sempre stato superiore al numero di uomini che arrivano allo stesso traguardo. Nel 2010 c’erano 10mila donne con 100 o più anni d’età contro solo 2mila uomini. L’Ons ritiene che il numero dei centenari di sesso femminile potrebbe toccare quota 276mila entro il 2060, mentre il numero dei centenari maschi sarà di circa 179mila. Questo perché le donne tendono a vivere in maniera più sana rispetto agli uomini.

“Queste cifre – dice Steve Webb, ministro britannico per le pensioni – dovrebbero suggerirci quando sia importante pianificare la vita futura e come non possiamo continuare a pagare la stessa pensione statale del secolo scorso, Ecco perché dobbiamo aumentare l’età pensionabile”.

di Valentina Arcovio