Guardate Calearo, uno squisito regalo alla politica e al popolo italiano da parte dell’insuperabile genio Walter Veltroni. Questo signore, già noto come industriale emergente del Nord-Est, non più contento di sfruttare solo i suoi operai, ha evidentemente deciso di passare al parassitismo in grande stile e dichiara platealmente che non andrà più alla Camera ma continuerà a percepire il relativo emolumento perché “deve pagare il mutuo”. La Porsche del soggetto, ci rivela, ha targa slovacca per non pagare le spese. Un bell’esempio di spirito civico, non c’è che dire. E per finire un tocco di omofobia: i gay che si baciano gli fanno schifo perché lui è un uomo normale e gli piacciono le donne.

Eppure, non c’è motivo per pensare che Calearo sia peggiore di tanti altri. Anzi, bisogna riconoscergli quantomeno il pregio della sincerità. Il difetto è nel sistema. Una legge elettorale che consente ai segretari di scegliere i candidati ha prodotto questo ed altri mostri. La nostra classe politica, la peggiore in assoluto della nostra storia, che si accinge ad eliminare in modo arrogante le ultime garanzie del lavoro in preda alla crisi. Alla faccia della Costituzione e in particolare del suo art. 1. Né questo difetto verrà superato dalla nuova legge elettorale in gestazione, che non prevede il ritorno alle preferenze, proprio per non intaccare in alcun modo il potere di designazione delle segreterie dei partiti.

Inutile peraltro prenderci in giro. Questi politici sono in certa misura lo specchio di una società corrotta, la nostra. C’è una peculiarità tutta italiana ad esempio in fatto di evasione fiscale. Le operazioni in grande stile a Cortina o altrove lasceranno con ogni probabilità il tempo che trovano. Ci vogliono misure radicali e una profonda ristrutturazione del modo di essere e di operare del fisco, per assicurare al pubblico le entrate sempre più necessarie. E bisogna ovviamente evitare che queste entrate siano devolute de plano ai creditori.Così pure quella del pareggio di bilancio è una follia imposta all’Europa (ma non a se stessa) dalla Germania, che vede nel monetarismo alla Merkel il migliore strumento per mantenere il suo dominio sul continente.

Ma il problema dell’iniquità  fiscale non è ovviamente solo italiano e non consiste solo nell’evasione fiscale, ma nella tassazione del reddito, ad esempio per quanto riguarda la predisposizione delle aliquote. Parole chiare al riguardo le ha dette, con riferimento al sistema belga, il funzionario dell’Ufficio imposte Marco Van Hees, il quale ha rivelato che, tanto per fare un esempio,  un’impresa come ArcelorMittal, che dichiara un utile di 1,3 miliardi di euro, paga un’imposta di 496 euro, pari a un’aliquota effettiva dello 0,000038%. Ma c’è da ritenere che anche altrove le cose non vadano meglio. Si guardino gli Stati Uniti e il noto caso del miliardario Warren Buffett, che paga meno tasse della sua segretaria

Un sistema iniquo, segnato da fortissime sperequazioni. Che fare per cambiarlo? E’ solo nella politica che si trovano le soluzioni, ma in una politica del tutto opposta a quella attuale. Partendo dall’Italia, va definitivamente delegittimato e superato questo sistema politico basato sull’autoperpetuazione di una classe politica totalmente subalterna all’iniquità e anzi partecipe di essa per motivi di bassa lega personale. Qualità morale e intellettuale, zero, con pochissime eccezioni.

Ho sottoscritto l’appello per un soggetto politico nuovo redatto da Ugo Mattei, Marco Revelli e altre/i, che, come sintetizzato sul manifesto di domenica, pone l’esigenza di tre importanti rotture: con il modello di partito novecentesco accentrato, burocratico e scarsamente trasparente, con il modello neoliberista europeo e con la visione “ristretta”della politica,nonché quella del riconoscimento dell’importanza dei comportamenti e delle passioni. Tutto è politica e va promossa e garantita la partecipazione democratica contro le pulsioni autoritarie insite nell’attuale sistema.

Ma non basta un appello. Occorre che si parta da qui per  un rinnovamento profondo della politica esistente a partire dalle fondamentali esigenze dell’unità e della democrazia. E di un programma politico che consenta di porre fine allo scempio attuale. Mandando a casa una classe politica vergognosamente  inadeguata  e parassitaria. Risanando anche  la nostra società, a partire, laddove necessario, da  una  profonda autocritica…