Per tutti rimarrà la biondona fotografata accanto al premier mentre alza il dito medio. Siamo nel 1995 e lei, Michaela Biancofiore da Bolzano, è avvinghiata a un premier un po’ più giovane, ma già noto e promettente nelle sue acrobazie da avanspettacolo. Ci prese gusto, viste le corna al G8, il bubusettete ad Angela Merkel, le barzellette in consiglio dei ministri, le sue doti di latin lover vantate nei confronti del presidente finlandese, Tarja Halonen. Fu una scintilla a prima vista tra ‘papi’ e la teutonica altoatesina (a quelle elezioni prese 18 voti di preferenza con la lista Vorwärts Südtirol), una lunga storia d’amore e di baldoria terminata da tempo.

Biancofiore è stata la prima, a maggio dello scorso anno, in tempi non sospetti e lontani ancora dal governo tecnico, ad avvertire i suoi colleghi che si sarebbe dovuti tornare al più  presto a Forza Italia. O, meglio, Forza Berlusconi. Senza troppi An tra le scatole.

Eppure non che Biancofiore sfoggi questo grande acume politico: diploma di istituto magistrale, imprenditrice nel settore wellness, parlamentare, a volte supera l’intera corte dei miracoli nel dichiarare senza riflettere. L’ultima, ma anche questa in ordine temporale, è quella su papa Wojtyla: “L’uccisione di Osama bin Laden è un miracolo di papa Giovanni Paolo II“. Un papa killer dall’aldilà non l’avevamo ancora sentito, neppure nel più blasfemo dei libri di storia. Forse lei non intendeva questo, ma si sa, a stare accanto a Silvio si impara questo e altro.

Come quando invitò, non molti mesi addietro, Sgarbi a Bolzano. Il Vittorio furioso, storico dell’arte eccelso, dicono, ma a digiuno della storia recente del nostro Paese, paragonò Durnwalder a Hitler. Lei, Michaela, se la cavò con una risata: “Vittorio a volte è incontenibile”. Già, peccato che quella frase aprì una crisi istituzionale e una crepa nella terra della convivenza che forse poteva essere evitata. Sgarbi, a modo suo, chiese scusa, ma lo fece diversi giorni dopo.

Potremmo andare avanti e a ritroso negli anni, ma limitiamoci alla festa di compleanno per i 40 anni dell’onorevole Biancofiore. Quel giorno riceve una telefonata da Silvio: “Vieni ad Arcore, il tuo compleanno merita una gran festa”. Lei talmente è onorata dell’invito che si presenta con la torta (in genere, al festeggiato la torta la fanno trovare i festeggianti) made in Bolzano. Un semifreddo con un dito medio di cioccolato al centro. E giù risate in quel di villa San Martino, nel ricordare l’episodio che fece della giovane Michaela una star della politica, lady dito medio, appunto.

Bei tempi, davvero. Le cose cambiano. Ma Biancofiore ha dimostrato di averla capita prima degli altri. E oggi si candida a governare Forza Trentino e Forza Alto Adige.