Dopo gli anni di apprendistato e dopo essermi trovato senza lavoro a trent’anni, in quanto sempre “quello dei Bluvertigo”, non avendo vantaggi o fondi di famiglia da cui attingere, il problema è stato quello di reinventarmi un’identità. Un’identità indipendente.

Ora so cosa mi piace, prima no. Ma è stato un viaggio lungo e faticoso. Le tappe che mi hanno portato a questa consapevolezza? L’autonomia e la miseria. La miseria è quella classica, che ti porta a non sapere come prendere le sigarette, che per me sono una priorità. L’autonomia è stata invece il poter frequentare tanti contesti diversi, la situazione elastica in cui fai un quadro destinato ad una casa di moda, oppure la colonna sonora per un balletto di danza contemporanea, o ancora diventi direttore artistico di un grande festival nella tua città.

Il fatto di frequentare tanti ambienti differenti mi ha aiutato ad aprire la mia “generosità creativa”, e mettermi a disposizione di coreografi, stilisti, e molte altre persone che mi hanno permesso di imparare molto, sperimentando cose che all’interno del gruppo e del carrozzone che ci portava in giro non ho mai potuto fare. La tappa fondamentale è stata quindi quella di aprire le barriere.

Da tutto questo è nato il laboratorio FluOn, un progetto che con il prezioso lavoro di Fabrizio Grigolo, Fabio Mittino e Thim Veraldi, ci fa essere in grado di fare lavori di qualsiasi tipo, perché abbiamo creato una piccola realtà indipendente polimorfa, capace di avere a che fare con ogni tipo di settore.

Che cos’è FluOn? È un quartier generale, un laboratorio creativo, il mio studio, la mia casa. È un capannone industriale con una grande stanza dei giocattoli, dove nascono le idee e spesso si creano comunicazioni ed interazioni, fra artisti e non. Dove si prova ancora l’entusiasmo per quel che si fa. Venite a trovarci. Siete tutti i benvenuti.