All’inizio non mi veniva da ridere perchè la prendevo sul serio la riforma del lavoro. Poi ho cambiato angolatura e ho visto che stava tutto lì, come in uno sketch girato in bianco e nero con i Monty Python però anziani.

Sull’articolo 18 c’è poco da dire e tanto da ridere. A me personalmente non mi ha mai riguardato e sono fuori da tutte le categorie socio-demografiche che ne sono interessate. Provo un rispetto al limite dell’idolatria per la storia sindacale, italiana e internazionale. Ma l’età mi ha insegnato a contenere gli idealismi. Mi affido ciecamente a coloro che lo difendono con competenza e abnegazione. Nel professarmi fatalista rispetto al suo destino mi faccio una grassissima e interminale risata di perfida rassegnazione.

Sul congedo di paternità obbligatorio rido sobriamente perchè in molti si dicono presi per i fondelli, e non ridono quanto si dovrebbe. Si lamentano che 3 giorni sono pochi perchè hanno la mente piccola. Non capiscono che questa norma vuole segnare un cambiamento culturale. Per questo si è adoperato il 3, che è un numero simbolico e rappresenta la perfezione.

Sulle partite Iva cammuffate il divertimento nasce dalla commozione. Il tentativo di difesa dei poveri finti dipendenti con partita Iva è toccante. Si vede che dietro tanta accademica saggezza c’è un cuore che batte forte. Purtroppo noi diversamente giovani siamo diventati cinici a forza di fare la guerra agli altri poveri e non riusciamo a riconoscere la buona volontà del ministro Fornero. Per la proprietà transitiva rido talmente tanto che mi vengono le lacrime agli occhi.

La più grassa e lunga risata viene dai tempi della riforma: le iniziative vagamente più interessanti entreranno in vigore a partire dal 2017, ovvero tra 5 anni. 5 anni prima di vedere una parvenza di luce in fondo al tunnel, una fiammella, cosa dico? un tremulo bagliore. Il Vaticano, tipicamente scaltro sull’argomento, sta realizzando una campagna marketing su questo tema per guadagnare nuovi fedeli. Ma, anche se a forza di ridere ci vengono i singhiozzi, siamo mica i più fessi della terra vé? 5 anni sono ovviamente una valutazione ottimistica. Nessuno, neanche nonno Mario, si prende la briga di dirci in faccia che ci vorranno 10 anni prima di una ripresa. Io ci ho messo un po’ a capirlo ma c’è già chi va in farmacia con la carriola per fare scorta di antidepressivi.

Anche chi non è andato alla Bocconi sta aspettando che il governo Monti cominci a parlare di regolamentazione del mercato finanziario, del sistema bancario e proponga un piano di sviluppo. Viene il dubbio che a Bruxelles si vedano per fare tornei di sudoku o giocare al fanta-spread delle nazioni. Molti forse non sono pronti per il governo Monti, ma lo sono per smettere di ridere e diventare gente seria. Che è l’Europa che ce lo chiede.