Torna la “tassa sulle disgrazie”: la copertura dei costi sulle calamità naturali potrebbe essere possibile attraverso l’aumento delle accise regionali sulla benzina. Lo prevede un emendamento bipartisan al decreto legge “Semplificazioni” approvato dalla commissione Affari costituzionali del Senato. L’emendamento ripristina l’automatismo per il fondo per i cosiddetti “eventi imprevisti”. Per sostenere il fondo, in caso di calamità naturali, potrebbe quindi anche essere deciso l’aumento delle accise sui carburanti a livello locale, la cosiddetta “tassa disgrazia”, appunto.

La tassa era stata cancellata dalla Camera e in Senato la commissione Bilancio aveva posto un problema di copertura finanziaria del decreto. La norma stabilisce che il Fondo della protezione civile per le calamità naturali sia finanziato attraverso un meccanismo automatico che prevede l’aumento dell’accise regionale sulla benzina ogni volta che si usano risorse del Fondo stesso. “Non è un problema di volontà politica – ha osservato il presidente della commissione affari costituzionali, Carlo Vizzini – C’era piuttosto una obiezione della commissione Bilancio ex articolo 81 della Costituzione”, quello che stabilisce che ogni legge o decreto abbia una copertura finanziaria.

L’abrogazione della cosiddetta “tassa sulle disgrazie” aveva ricevuto alla Camera l’obiezione del sottosegretario al Tesoro Gianfranco Polillo, che aveva a sua volta suscitato la reazione del Pd, con la minaccia di non votare il decreto. L’emendamento approvato oggi dalla commissione del Senato porta le firme dei senatori del Pdl Filippo Saltamartini e Francesco Casoli, del Pd Marina Magistrelli e Silvana Amati, e dei senatori del gruppo misto Salvatore Piscitelli e Luciana Sbarbati.

E’ di oggi, peraltro, l’ennesima raffica di rincari dei prezzi raccomandati sulla rete carburanti: secondo il servizio “Check up prezzi QE”, infatti, la benzina tocca punte fino a 1,998 euro/litro, trascinando al rialzo anche gli impianti no-logo. Incrementi che portano la situazione sul territorio a nuovi record per la benzina. Sulla rete ordinaria in modalità servito si registrano 1,998 euro/litro nelle Marche anche se, dal primo aprile, la riduzione dell’addizionale regionale allontanerà la soglia dei 2 euro lasciando probabilmente il testimone a Liguria e Toscana dove ora, sempre per via del caro-accise, siamo a 1,965.

Per la benzina si tratta del secondo forte rialzo consecutivo, dopo quello di venerdì scorso. E così, dopo la pausa del fine settimana, anche i prezzi alla pompa ricominciano a correre. La media ponderata nazionale dei prezzi della benzina in modalità servito sale a 1,883 euro/litro (+0,4 centesimi), quella del diesel a 1,782 euro/litro (+0,1 centesimi). Per quanto i prezzi medi della benzina a livello territoriale, risultano sopra quota 1,9 euro/litro in sette regioni: Calabria (1,900), Liguria (1,922), Marche (1,959), Piemonte (1,917), Puglia (1,900), Toscana (1,921) e Umbria (1,911). Quanto al diesel si registrano medie sopra 1,8 euro/litro in Basilicata (1,805) e nella provincia autonoma di Bolzano (1,811).