Nel dicembre 2012 finisce il mondo. Ma nella primavera del 2013, cascasse il mondo, in Italia si vota. Lo prevede la Costituzione, non i Maya: il che spiega il perché di questa previsione, goda di meno credito presso l’opinione pubblica, ma non per questo va sottovalutata. Anzi, i due scenari, quello apocalittico e quello elettorale, secondo alcuni analisti coincidono: c’è chi vede nella crisi dei partiti italiani una delle calamità che annunciano l’Armageddon.

Ma se malauguratamente i Maya avessero sbagliato, ci toccherà votare. Ce le possiamo permettere le elezioni? Con quello che costano! 400 milioni di euro in tempi di crisi non sono pochi. Abbiamo detto no alle Olimpiadi per motivi economici, non vedo perché dovremmo dire sì alle elezioni – che portano anche meno indotto e zero turismo. Per non parlare del problema politico: i politici appunto. I politici il giorno delle elezioni votano; e indovinate per chi? C’è un palese conflitto di interesse! Abbiamo un elettorato impresentabile. Ma d’altronde il problema di fondo di una democrazia sono sempre loro: gli elettori. Basta vedere i politici che mandano in Parlamento, o i governi che eleggono: sono loro i mandanti.

E allora. prima della riforma del lavoro, prima della riforma della Rai, urge che il governo tecnico si occupi della riforma dell’elettorato. Perché in una democrazia sono gli elettori che decidono, ma questi elettori chi li ha votati? Nessuno! Non li ha votati nessuno! Siamo in un regime! Un regime democratico, ma pur sempre un regime. Gli elettori italiani hanno tradito il referendum del ’46: vinse la repubblica, allora perché il popolo è sovrano?

Siamo logici: se la democrazia è governo del popolo, non è vera democrazia se non si può scegliere il popolo che ci governa! Io voglio votare chi vota, perché questi elettori mi hanno deluso e voglio finalmente un elettorato che mi rappresenti.

Il Misfatto, 25 Marzo 2012