Michele Schiano di Visconti, consigliere regionale Pdl in Campania

“Ho conosciuto Domenico Aprovitola quando ero sindaco perché faceva il collocatore in quel territorio, ma non ho mai sospettato che fosse uomo del clan”. Spiega così Michele Schiano di Visconti, consigliere regionale della Campania (Pdl) e presidente della commissione sanità, i suoi rapporti con due presunti colletti bianchi del clan Mallardo, arrestati nei giorni scorsi. Ad accusare Schiano ci sono le parole di un pentito, ma anche un’intercettazione telefonica che indica i suoi rapporti con l’area grigia della camorra alla quale chiese calcestruzzo per la ditta della moglie.

Schiano è citato nell’ordinanza che ha portato in carcere Domenico, il collocatore, e il figlio Alfredo Aprovitola, il commercialista, ritenuti a disposizione dei Mallardo, formazione criminale tra le più potenti in Campania. Il consigliere regionale non risulta indagato in questa inchiesta, mentre è coinvolto in quella sulla Soresa, la spa regionale che si occupa di sanità. Torniamo all’operazione della Guardia di Finanza che ha portato in carcere gli Aprovitola. E’ stato un pentito ad affermare che gli arrestati si vantavano di avere rapporti con il consigliere regionale Schiano così come con Luigi Cesaro, presidente della Provincia di Napoli.

Il partito democratico è intervenuto duramente: “Chiediamo a Cesaro e al consigliere regionale Pdl Michele Schiano se è vero che conoscono Domenico Aprovitola, il camorrista arrestato”. Una domanda che trova risposta nell’ordinanza. Tra le carte, infatti, c’è una intercettazione che lo conferma.  L’imprenditore Tommaso Froncillo, collaboratore di giustizia, aveva chiarito ai magistrati il 5 novembre 2010 che Domenico Apravitola “si vantava di avere lo stesso tipo di rapporti anche con un Sindaco del Comune di Qualiano, Michele Schiano (che ha una voglia sul viso ben evidente), cognato dell’imprenditore Tiberio di Francia”. Raggiunto al telefono da ilfattoquotidiano.it, il consigliere regionale ha chiarito che è una conoscenza risalente al periodo nel quale era sindaco di Qualiano, comune in provincia di Napoli.

Ma oltre una conoscenza di circostanza c’è quella telefonata a confermare i rapporti. Il 6 febbraio 2009, Schiano chiama prima Domenico Aprovitola, due volte senza trovarlo, e poi il figlio Alfredo. Il consigliere regionale del Pdl non ricorda inizialmente questa conversazione, poi gli poniamo la domanda e torna la memoria: “ Ah, sì è vero. Mia moglie tiene una ditta regolarmente funzionante e una sola volta sporadicamente ha avuto una fornitura, regolarmente pagata, dall’Aprovitola per una scuola”. Schiano aveva bisogno di una fornitura di calcestruzzo dalla Tecnocem srl, che gli inquirenti ritengono impresa del clan. Una fornitura per la ditta della moglie, la Firap srl, che doveva realizzare alcuni lavori ‘dentro una scuola’ e Alfredo Aprovitola gli fornisce il numero di suo cugino per risolvere il problema.

Il gip Alessandro Buccino Grimaldi, nell’ordinanza, così presenta la conversazione: “ Lo Schiano di Visconti Michele (…), consorte della Fele Palmira, amministratrice dalla data del 26.2.2007 della srl Firap (…) si rivolgeva – servendosi dell’utenza telefonica n. 348/(…) intestata al Comune di Qualiano (utenza indicata come di propria pertinenza dal medesimo Schiano di Visconti Michele nel sito www.micheleschiano.it/c europeo michele schiano.pdf) – all’Aprovitola Alfredo” (leggi la telefonata in fondo all’articolo). Schiano resta al suo posto e difende il suo operato: “Sono tranquillo e ho la massima fiducia nella magistratura”.

LA TELEFONATA TRA IL POLITICO E IL PRESUNTO COLLETTO BIANCO DEI CLAN

Michele Schiano: pronto?

Alfredo Aprovitola: chi è?

Michele: Alfredo, Michele Schiano

Alfredo: chi è?

Michele: Alfredo, Michele Schiano

Alfredo: uè Michele, ciao bello, come stai?

Michele: come stai? Tutto a posto?

Alfredo: bene, e tu?

Michele: bene, bene….senti ti devo chiedere un attimo una gentilezza

Alfredo: dimmi Michele

Michele: mia moglie…ha bisogno per domani mattina di un poco….un poco di calcestruzzo…tutto così…perché tiene ‘na…tiene un poco dentro una scuola e tutto, se ti faccio chiamare un attimo eh…tu….ce lo puoi risolvere?

Alfredo: senti Michele, dovrei chiamare un attimo a mio cugino però domani è sabato, quello sta chiuso

Michele: e come dobbiamo fare? Non ci puoi risolvere il problema?

Alfredo: e vuoi chiamare un momento a Michele, chiama un attimo ad Antonio mio cugino, mò lo chiamo pure un attimo io….

Michele: e chiama e digli che ci deve risolvere il problema, è un problema dentro una scuola hai capito….vanno in difficoltà con il preside

Alfredo: ma sai quanti metri sono, cos’….. per vedere se ci vuole un autista

Michele: è poco, è poco, è poco, è poco

Alfredo: ho capito, senti, allora segnati un attimo questo numero di telefono (…)