“Non si crea un posto che sia uno”. E’ lapidario il commento di Susanna Camusso, ospite di Lucia Annunziata a In ½ su Rai Tre. Il segretario generale della Cgil non cambia opinione sulla riforma del mercato del Lavoro targata Monti-Fornero. Che è una severa bocciatura: “Monti è intelligente e attento e per questo dovrebbe accorgersi di aver sbagliato con la riforma e trovare la forza di tornare indietro”. Cambiare rotta, secondo la leader del sindacato, significa mantenere il consenso che il premier gode nel Paese. Con questa normativa il governo “ha sbagliato perché ha dato per scontato il consenso degli italiani. Al contrario – prosegue Camusso –  ha ingenerato ansia e si è indebolito”.

Come ribadito nei giorni scorsi, secondo la Cgil, l’ingiustizia più grave è quella che riguarda il licenziamento per cause economiche. “Il tema è quale è la sanzione se il licenziamento è illegittimo”, sostiene Camusso che interviene anche sull’ondata di proteste spontanee che hanno animato i luoghi di lavoro dopo l’annuncio di riforma da parte del ministro del Welfare Elsa Fornero. “Vedo crescere l’amarezza per l’assenza di prospettive – attacca la leader – Siamo contemporaneamente con livelli di disoccupazione che non ci ricordavamo da tempi infiniti, siamo con tanti lavoratori in cassa integrazione e con migliaia di esondati senza lavoro e senza pensioni”.
Ma, assicura Camusso, la partita sull’articolo 18 è tutt’altro che chiusa, a partire dallo sciopero generale che “potrebbe arrivare entro la fine di maggio”.

Dopo l’intervento del segretario, dal sindacato di corso d’Italia è arrivata una precisazione: “Sarà la segreteria della Cgil a decidere il giorno dello sciopero in relazione all’iter parlamentare, nel giorno migliore”. La data potrebbe quindi arrivare
tra aprile e maggio.