Uno degli stand del Vinitaly di Verona

Il giro d’Italia tra i vini più buoni dello Stivale l’hanno fatto ieri in anteprima gli agenti della Guardia di Finanza di Verona, che hanno passato al setaccio gli stand in allestimento per il Vinitaly che partirà domenica. Scopo della visita delle Fiamme Gialle scaligere era l’accertamento di eventuali situazioni di lavoro nero fra gli operai che, in questi giorni, stanno lavorando a ritmi serrati per allestire le centinaia di postazioni che ospiteranno, divise per regione, le principali case vinicole italiane.

Gli uomini della Guardia di Finanza – alcuni in divisa, altri in borghese – sono intervenuti anche con le unità cinofile e hanno passato al setaccio tutti gli stand. Operai e tecnici presenti sono stati prima identificati e successivamente invitati a rispondere a un questionario nel quale si chiedeva loro di indicare il tipo di contratto in essere con il datore di lavoro, lo stipendio, le ore di lavoro effettuate giornalmente e altri dettagli. L’indagine è legata alle nuove disposizioni che gli uomini delle Fiamme Gialle hanno avuto in seguito ai gravi incidenti che a Trieste e Reggio Calabria sono costati la vita a due operai che stavano allestendo i palchi per i concerti di Jovanotti e Laura Pausini.

Il comandante della Guardia di Finanza di Verona, il colonnello Bruno Biagi, ha confermato che i controlli, ‘doverosi’ per grandi fiere come è il Vinitaly, sono stati attivati per scoprire eventuali situazioni di lavoro irregolare. E a quanto sembra alcuni illeciti siano già stati accertati: “Le verifiche sono appena iniziate – ha dichiarato il comandante al quotidiano L’Arena – ma abbiamo già rilevato alcune irregolarità. Tra stasera e domani dovremo avere un quadro più chiaro della situazione”.

Il direttore generale della Fiera di Verona, Giovanni Mantovani, si è affrettato a definire i controlli “benvenuti e doverosi”. Ma se qualcuno li ha accettati di buon grado, qualcun altro è letteralmente fuggito per evitarli e nel primo pomeriggio, quando i controlli sono iniziati, alcuni stand si sono completamente svuotati. A confermalo, sempre sulle pagine del quotidiano veronese, anche Biagio Ceravolo, dipendente dell’azienda Cdf srl che si occupa del montaggio di allestimenti tecnologici. L’uomo si è anche sfogato per una situazione che definisce “insostenibile”: “Ci sono molti lavoratori – ha detto -, soprattutto stranieri, che lavorano sottocosto, anche per 5 euro l’ora. Se si considera che a un’azienda un operaio in regola costa 18 euro è evidente che diventa impossibile competere”.