Elsa Fornero e il premier Mario Monti

Fiducia nell’accordo, anche perché “è difficile che le parti sociali si tirino fuori”, e per questo ancora “grandissimo impegno”. Il ministro del lavoro Elsa Fornero si dice “positiva” circa la possibilità che la trattativa sulla riforma vada avanti e ribadisce l’intenzione di chiudere nella prossima settimana, come già detto dal premier Mario Monti ieri in occasione dell’intervento davanti alla platea di Confindustria per il convegno “Cambia Italia”. In ogni caso “il governo farà la proposta al Parlamento”: ”Credo che oggi siamo abbastanza maturi sui contenuti”, ha spiegato il ministro del Lavoro. Per una riforma del lavoro, “abbiamo un tempo limitato, affrontiamo i problemi con grande serietà: non possiamo andare avanti a discutere all’infinito”.

Il ministro Fornero ha parlato prima a margine dell’inaugurazione della mostra “Fare gli italiani”, a Torino, poi nello studio di “Che tempo che fa”, da Fabio Fazio. A Torino il ministro è stata anche bersaglio di una breve contestazione: all’ingresso delle ex Officine Grandi Riparazione, una decina di persone appartenente all’associazione Giovane Italia (associazione vicina al Pdl) ha urlato “Vergogna, vergogna” all’indirizzo del ministro.

A Torino per i 150 anni dell’Unità d’Italia anche il presidente del Consiglio che ha approfittato dell’occasione per ribadire l’impegno del governo per la realizzazione del Tav: ”E’ venuto il momento di fare un passo in avanti”, ha detto Monti sulla nuova Torino-Lione. “Naturalmente bisogna tenere conto delle preoccupazioni locali, cosa che è stato fatta nel corso di molti e molti anni. Ora è venuto il momento di fare un passo in avanti ed eseguire l’opera”. Come la Fornero anche il premier è stato contestato mentre entrava al Teatro Regio dai militanti No Tav. Del resto, come riporta una nota di Palazzo Chigi, oggi Monti ha incontrato Mario Virano, commissario governativo per l’alta velocità e, dopo aver fatto il punto sulla situazione e sulle prospettive dell’opera in Val di Susa, ha telefonato al sindaco di Susa, Gemma Amprino e al sindaco di Chiomonte, Renzo Augusto Pinard, per esprimere loro il suo apprezzamento per l’impegno che manifestano a sostegno del tav. Un sostegno che non poteva lasciare indifferenti gli attivisti contrari all’opera che ieri sono tornati a occupare l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia.


video di Cosimo Caridi

“Macché dimissioni, ce la metto tutta”. Le dimissioni in caso di fallimento della trattativa sulla riforma del lavoro, ha garantito la Fornero parlando al programma Rai, “non sono all’ordine del giorno: finché c’è intesa nel governo il mio impegno ce lo metto tutta”.

“Io non sono il ministro dell’articolo 18”. Quanto alla centralità nelle discussioni con le parti sociali dell’articolo 18, Fornero ha spiegato che “ho sempre detto che io non sono il ministro dell’articolo 18. Non ho nessun interesse a fare la riforma solo sull’articolo 18“. La riforma del mercato del lavoro, ha sottolineato, deve essere in particolare indirizzata ai giovani che in Italia “vivono un grave problema di occupazione”. Il ministro ha detto che “sui giovani si è scaricata la flessibilità cattiva, vogliamo rendere più dinamico il mercato del lavoro. Questo vuol dire avere più facilità in accesso e in uscita”. In ogni caso, ha aggiunto, l’eventuale modifica dell’articolo 18 “non vuol dire libertà di licenziare, ma passare da una filosofia per cui si vuole tenere attaccato il lavoratore a un certo posto di lavoro, anche se questo posto non è più produttivo, a una filosofia in cui noi aiutiamo a entrare il lavoratore in un nuovo posto di lavoro”. Questo significa “per i giovani più facilità di ingresso, ma anche una maggiore stabilizzazione”.

“Il problema è per i giovani”. “Abbiamo un problema di giovani e un grave problema di occupazione delle donne” ha sottolineato la Fornero, ricordando anche il divario Nord-Sud. L’urgenza è allora “rendere l’occupazione dei giovani un po’ più facile e un po’ migliore in termine di qualità”. Tanto che l’intenzione del governo è di eliminare gli stage post formazione. “Stiamo discutendo con le parti sociali nuove forme contrattuali – spiega – Oggi ci sono ragazzi che non trovano altre forme di lavoro che non siano stage: lavoro a costo zero, senza remunerazione. Lo stage può essere formativo, ma quando hai finito gli studi lo stage non è più consentito. Chi lavora deve essere pagato. La mia intenzione è eliminare gli stage post formazione”.

“La flessibilità deve costare di più alle imprese”. “Oggi ci sono ragazzi che non trovano altre forme di lavoro che non siano stage – ribadisce – Lavoro a costo zero, senza remunerazione. Lo stage può essere formativo, ma quando hai finito gli studi lo stage non è più consentito. Chi lavora deve essere pagato. La flessibilità che costa poco finisce con l’essere molto utilizzata aldilà delle persone. Prendi un lavoratore, lo usi e poi lo mandi via. La flessibilità deve costare un po’ di più, quindi l’impresa deve essere spinta ad usare un contratto che io vorrei chiamare contratto dominante che è il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato non blindatissimo. Le imprese si lamentano di questo, ma pagano tutti i fattori produttivi e se hanno necessità di usare lavoro per un po’ determinato lo pagano di più. Se dopo il periodo determinato lo passi a indeterminato lo stato restituisce una parte di quel di più che hai pagato, mi sembra un incentivo buono”.

“Il governo ha un tempo limitato”. Fornero ha poi ribadito come il Governo “abbia un tempo limitato. Non possiamo andare avanti a discutere all’infinito. Io lavoro perché si concluda la settimana prossima”. Il ministro ha definito la riforma “molto attesa dagli italiani, all’estero, dai politici, da tutti. Forse c’è un carico eccessivo di aspettative, ma comunque vogliamo continuare a cercare l’accordo con le parti sociali. Questa non è una stagione qualunque per il Paese, ha obiettivi molto importanti. Il governo tecnico ha una maggioranza politica molto ampia con i due partiti maggiori che in questi anni sono stati contrapposti che ora vedo dialogare nella maggioranza”.

Compito “difficile per le parti sociali”. Il fatto che il governo stia lavorando bene, secondo la Fornero, si può notare anche dalle reazioni: “Trovo che sia difficile per le parti sociali. Soffrono, si lamentano. Confindustria si lamenta, il sindacato si lamenta. E’ la dimostrazione che stiamo lavorando non per una parte ma per il paese e per il futuro”.

Monti: “Credo che martedì l’accordo avrà successo”. “Se le posizioni non fossero ancora abbastanza distanti potrei dire che la riunione conclusiva ha già avuto luogo con successo. E invece deve ancora avere luogo: credo e spero che avrà successo”. A dirlo il presidente del Consiglio Mario Monti, a margine della visita a una mostra sull’Unità d’Italia a Torino. “Mi rendo conto – ha aggiunto Monti – che è un tema molto difficile per tutti, ma tutte le attività condotte in questi quattro mesi lo sono state. Abbiamo chiesto a ogni italiano di saper guardare al di fuori e aldilà dei suoi legittimi interessi individuali e di categoria, per cercare di mettere insieme uno sforzo che consenta all’Italia di ricominciare a crescere e a creare vera occupazione per l’interesse di tutti e soprattutto dei giovani”.

Fiat. La Fornero ha anche parlato della Fiat dopo l’incontro che il governo ha avuto nei giorni scorsi con i vertici del Lingotto. “Fiat non è libera di fare quello che vuole. Non ha la licenza di fare o di disfare – ha detto il ministro del lavoro – O la Fiat resta in Italia ed è produttiva o deve trovare delle risorse – avverte il ministro – Una impresa deve essere produttiva e fare lavoro. La Fiat non è libera di fare quello che vuole, come tutti i cittadini, i lavoratori che fanno parte di un paese, deve assumere comportamenti responsabili. Ma se il presidente e l’Aami dicono che hanno intenzione di mantenere gli impegni previsti io devo credergli”.

Coppie di fatto. Nell’intervista alla Fornero c’è stato spazio anche per parlare di un’altra questione che la riguarda, visto che ha la delega alle pari opportunità: con la sentenza sulle unioni di fatto, ha detto, “non posso che dire che la Corte di Cassazione ha affermato un principio di pari opportunità vero. Rispetto tute le sentenze e anche questa. Per mia formazione sono un po’ tradizionalista. Come ministro devo affermare che le pari opportunità sono in capo alle persone indipendentemente dalle loro preferenze in materia di espressione sessuale, politica oppure per ragioni di colore”.