Due attentati gemelli questa mattina hanno fatto tremare Damasco e hanno ucciso “numerosi civili e agenti di sicurezza”. E quanto ha riferito la tv di Stato siriana, senza però aggiungere un bilancio preciso. “Due attentati terroristici hanno colpito Damasco stamane”, ha riferito la televisione. Gli attentati – avvenuti nel quartiere di al-Qasaa lungo Boulevard Baghdad il primo e nella zona di Duwar al-Jamalek il secondo – hanno colpito il quartier generale della polizia criminale e un ufficio dei servizi segreti siriani.

Secondo fonti mediche sarebbero almeno 27 le vittime e una quarantina i feriti. Mentre la Cnn riferisce di una terza esplosione, avvenuta a bordo di un autobus appartenente ad un campo dell’Esercito di liberazione della Palestina. La televisione americana cita testimoni locali, specificando che la tv siriana di stato non ha confermato il terzo attentato

I precedenti – Un’ondata di attentati ha colpito le grandi città siriane negli ultimi mesi e adesso il timore è che al-Qaeda abbia approfittato di un anno di rivolte contro il regime di Bashar al-Assad per spostare il ‘focus’ delle sue operazioni, dal vicino Iraq alla Siria. Il 3 marzo un kamikaze si fece esplodere in un veicolo nella città che è stata la culla del movimento di proteste, Daraa, a sud di Damasco, uccidendo 2 persone e ferendone una ventina. Il 6 gennaio, un’autobomba esplose proprio nella capitale, uccidendo 26 persone e causando il ferimento di decine di altre, in gran parte civili; e anche in quel caso, la tv di stato parlò di kamikaze e di attentati “terroristici”.

Gli Usa hanno finora resistito ai crescenti appelli dei Paesi alleati del mondo arabo, Qatar e Arabia Saudita in testa, perché si armino i ribelli, proprio nel timore che le armi possano cadere in mano di  frange ‘jihadiste’. Il capo di al-Qaeda, Ayman al-Zawahiri, ha espresso il suo sostegno alla rivolta siriana in un messaggio pubblico diffuso a febbraio: messaggio in cui il medico egiziano criticava il regime per i suoi crimini contro la popolazione e lodava l’insurrezione popolare.