Soli come mai sono stati eppure convinti ad andare avanti, pur di esserci. Cade ma si rialza, o almeno così vuole far credere, il Pdl di Parma, che ha scelto di correre da solo alle prossime elezioni amministrative di maggio. Con un cavallo che prima dello scorso settembre avrebbe potuto essere più che vincente: Paolo Buzzi, avvocato, ex vicesindaco della giunta di Pietro Vignali, neoeletto coordinatore provinciale del Pdl all’ultimo congresso di febbraio.

La decisione di candidare Buzzi non è stata certo facile, e lo dimostrano i due direttivi di fuoco, sempre andati a vuoto, dai quali già dalla scorsa settimana sarebbe dovuto uscire il nome del candidato degli azzurri. Quindi lunedì scorso si era passati a una rosa di cinque possibili candidati, tra cui figuravano l’ex assessore alla sicurezza Fabio Fecci, l’ex vicesindaco della giunta Ubaldi, Roberto Marchini, il capogruppo in consiglio provinciale Gianluca Armellini, la vicesegretaria nazionale del nuovo Psi Laura Schianchi e Cesare Ghinelli, primario di Chirurgia pediatrica dell’ospedale Maggiore. Ma all’ultimo momento, la scelta è stata quella di scendere in campo con uno degli esponenti di spicco del partito locale.

L’ufficialità del nome di Buzzi è arrivata a mezzanotte di giovedì, dopo tre fitte ore di discussione tra i membri del direttivo al completo. Alla fine l’unica candidatura presentata ha visto uno schieramento di 19 voti favorevoli contro 11 contrari. Buzzi per poter correre per la poltrona di sindaco sarebbe addirittura stato dispensato di ogni presunta irregolarità dalla direzione nazionale del Pdl. Il regolamento interno al partito prevede infatti l’incompatibilità di una candidatura con chi ricopre ruoli di coordinamento, ma nel caso dell’ex vicesindaco una deroga avrebbe sbloccato la situazione.

“In passato abbiamo dato un notevole contributo alla città. Ora cercheremo di continuare a farlo, senza rimuginare troppo su quello che è successo, ma guardando al futuro – ha commentato a caldo il candidato – Parteciperemo a questa campagna elettorale senza nessun complesso di inferiorità e con la stessa dignità degli altri”.

La decisione del Pdl di intraprendere da soli il viaggio verso le elezioni è stata presa non senza fatica, nonostante il segretario nazionale Angelino Alfano nei giorni scorsi avesse intimato ai suoi di scendere in campo senza alleati. La realtà è che a Parma tutti i tentativi di dialogo con i candidati di provenienza civica, come l’ex primo cittadino Elvio Ubaldi (Civiltà parmigiana) e l’ex assessore della giunta Pietro Vignali, Roberto Ghiretti (Parma Unita) sono falliti da settimane. Certo, l’idea di aggrapparsi a una lista civica, come già era successo in passato con le giunte di Ubaldi e con quella di Vignali, finita travolta dall’inchiesta della Procura su tangenti per gli appalti pubblici che coinvolgevano anche dirigenti del Comune, era per il Pdl una specie di ancora di salvezza. Ma pare che nessuna delle forze in campo, vista la non certo lusinghiera fama che si è costruito negli ultimi tempi il partito a livello locale, abbia intenzione di mischiarsi con quella parte politica che fino all’ultimo è stata al fianco di Vignali e della sua giunta.

Perciò, ai membri del Pdl non rimane che raccogliere i pezzi e ripartire daccapo e senza “aiuti esterni”, cercando di tenere in piedi quanto è rimasto. Reduci dallo scandalo di corruzione che lo scorso settembre ha portato dietro le sbarre uno degli esponenti più noti del partito locale, l’ex assessore alle Politiche scolastiche Giovanni Paolo Bernini, gli azzurri stanno navigando in acque tutt’altro che tranquille. Dal congresso di febbraio che aveva portato all’elezione di Paolo Buzzi, sostenuto dal presidente del gruppo assembleare Pdl della Regione Emilia-Romagna Luigi Giuseppe Villani e da Massimo Moine, in tanti hanno lasciato la compagine azzurra. Per primo era stato l’ex assessore Giampaolo Lavagetto, seguito da Mario Benecchi e quindi Paola Colla. E per tutti la direzione è l’ex primo cittadino Elvio Ubaldi.

Isolati dagli alleati, quei civici che li hanno portati al potere, abbandonati dai loro stessi componenti, ora gli azzurri lanciano da soli la sfida alla città. Arrivando per ultimi e unendosi, con il loro candidato, alla corsa a nove per tentare di ritornare in municipio. In campo con Buzzi ci sono già Vincenzo Bernazzoli (Pd, Sel, IdV, Pdci, Verdi, Altra politica Altri valori), Priamo Bocchi (La Destra), Roberto Ghiretti (Parma Unita), Federico Pizzarotti (Movimento 5 Stelle), Roberta Roberti (Parma bene comune e Prc), Liliana Spaggiari (Pcl), Elvio Ubaldi (Civiltà Parmigiana e Udc), Andrea Zorandi (Lega Nord).

di Silvia Bia