Un contributo scientifico per una nuova riforma elettorale. Questo l’intento del convegno che si terrà sabato a Bologna a Villa Guastavillani dalle 9 alle 13.30, organizzato dall’Università d Bologna e dall’appena costituito Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali.

Italia, come? Legge elettorale e riforma delle istituzioni ha però subito un duplice obiettivo: allargare il dibattito e confrontarsi attraverso il web. Così il rilancio del paese, l’analisi e la possibile proposta di riforma delle sue istituzioni diventerà un dialogo aperto tra studiosi, politici e cittadini.

Questi ultimi potranno intervenire a Villa Guastavillani, ma potranno anche connettersi prima, durante e dopo il convegno al sito http://italiacome.altervista.org o usare Twitter attraverso l’hashtag #italiacome per proporre domande, commentare i lavori ed esprimere le loro opinioni sui temi dell’incontro, come seguire in diretta streaming l’incontro sulla pagina web.

Il parterre annovera tra i più importanti docenti della facoltà di Strada Maggiore, come Gianfranco Pasquino, Angelo Panebianco, Piero Ignazi, Angelo di Virgilio, ma si espande in territori scientificamente contigui come l’aspetto comunicativo e sociologico.

“L’Università è e deve continuare ad essere un grande consulente per la nostra città, per il paese e per i partiti di cui non si può fare a meno”, ha spiegato il rettore Ivano Dionigi, “Se la politica non si appella alla cultura fa male. Allo stesso tempo noi studiosi dobbiamo sapientemente alternare la cella al pulpito, lavorare non solo per i posteri ma anche per il presente, coinvolgendo prima di tutto i giovani”.

Poi si arriva al nocciolo della questione che è la proposta urgente che pongono dalla Facoltà di Scienze Politiche, guarda caso proprio tra quei docenti e tra quei punti di riferimento accademici, culturali e scientifici a cui il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non più di due mesi fa si è rivolto nel discorso pronunciato per la sua laurea honoris causa. “Ricette non ne abbiamo”, afferma Angelo Panebianco, docente di Sistemi internazionali comparati, “semmai cercheremo più che il politicamente corretto, di essere scientificamente corretti”.

“Non proporremo soltanto opinioni, ma posizioni fondate”, aggiunge Gianfranco Pasquino, “se in Parlamento stanno studiando un po’ di sistemi elettorali per fare le riforme fanno bene. Ascoltandoci sabato prossimo, i parlamentari rischierebbero perfino d’imparare qualcosa”.

Riforme istituzionali, dunque, che dimostrano tutta la loro urgenza proprio perché l’immobilismo dell’ultimo quindicennio pare aver ancor di più incancrenito i meccanismi di scelta parlamentare: “Intanto l’esperienza storica italiana ci dice che per i meccanismi di frammentazione partitica la riforma elettorale non basta”, ragiona attorno al tema Panebianco, “Così contemporaneamente ad una norma antiframmentazione dobbiamo eliminare l’attuale sistema di finanziamento ai partiti che riproduce immediatamente nuova frammentazione”.

Infine un inciso sulla più grande riforma elettorale avvenuta nel dopoguerra italiano e che ha affiancato la nascita di una virtuale Seconda Repubblica. Quel sistema elettorale maggioritario che è andato a sostituire il vituperato “proporzionale”, ma che non ha garantito la tanto agognata stabilità parlamentare ai governi in carica: “Mi pare che la propensione politica al sistema maggioritario in Italia sia limitata”, chiosa Pasquino, “ma non sono così sicuro che i cittadini italiani non lo vogliano più”.