“Premetto che la colpa è dello stato italiano che a livello legislativo non ha fatto ancora nulla sui diritti omosessuali, ma credo che Lucio Dalla dovesse fare testamento”. Così Ferzan Ozpetek in occasione della presentazione di Magnifica presenza al cinema Odeon di Bologna, da domani nelle sale di tutta Italia, torna a parlare di ciò che è accaduto a Bologna durante e dopo la morte improvvisa del cantautore bolognese.

Merito del regista turco naturalizzato italiano, autore de Le fate ignoranti, è proprio quello di essere riuscito a sdoganare il tema dell’omosessualità nel cinema italiano degli ultimi anni, con una levità di sguardo che ha sfiorato i toni ironici della commedia piuttosto che le tinte più cupe del dramma.

“Mi piacerebbe che i giornalisti chiedessero a Gabriele Muccino perché tanta eterosessualità nei suoi film”, scherza Ozpetek, “comunque il protagonista di questo nuovo film, un pasticciere interpretato da Elio Germano, è stato abituato sin da bambino alla diversità nel suo nucleo familiare della Sicilia di vent’anni fa. Giunto a Roma per fare l’attore, avrà più facilità a convivere con le “presenze” del film, dei fantasmi di una compagnia teatrale della seconda guerra mondiale”.

“Comunque non si possono definire le persone dalla cintola in giù. Io sono credente e penso che Dio accolga tutti a prescindere dalla propria sessualità”, sottolinea Ozpetek, “Vicino a casa mia a Roma pochi giorni fa il prete della mia parrocchia ha celebrato i funerali di una trans che abita nel mio palazzo. Non ci possono essere sofferenze di serie C”.

Inevitabile che il pensiero ricada sulle esequie di Lucio Dalla, proprio quando dal pulpito di San Petronio, di fronte a 50mila persone, è stato il compagno del cantante, Marco Alemanno, a ricordare Dalla con uno straziante saluto: “Era giusto che Dalla non parlasse in pubblico della sua omosessualità, perché è una cosa intima. Ma credo anche che dovesse pensare a fare testamento. Lo stato italiano ha un vuoto legislativo in merito a temi come coppie di fatto e patti di convivenza e il rischio è sempre trovarsi di fronte a persone che convivono da anni insieme poi uno dei due muore e tutto quello costruito insieme finisce a lontanissimi parenti”.

“Non attacco la Chiesa e il papa avrà pure le sue idee in merito. Semmai me la prendo con la politica e con i governi italiani che non fanno nulla”, chiosa il regista de La finestra di fronte, “Ad ogni modo mi sono molto commosso a vedere Ron vegliare sulla tomba di Dalla per tutta la notte, prima della camera ardente. E spero che le cose vadano per il verso giusto. Magari con questi parenti di Dalla che vanno da Marco Alemanno e in merito al testamento gli dicano: parliamone”.