Monti è di destra o di sinistra? Al circolo Roma-Testaccio dell’Idv hanno le idee chiare: “Di destra! Ma si fatica a capirlo: non conoscevamo questa destra onesta, moderna, competente”. E antifascista. Monti non attacca la Costituzione, il pluralismo, gli equilibri fra poteri dello Stato: è un liberale autentico. Lo stile riflette la sostanza: pacato, parla di questioni concrete. Lavora per l’interesse generale. Combatte l’evasione fiscale ma non è statalista. Conosce i complessi problemi nazionali e internazionali con una profondità … accademica: oggi, è una condizione necessaria per risolvere, oltreché fare. Altra storia, altro modello rispetto ai Rutelli, Veltroni, ecc., che “hanno bene amministrato la loro città, quindi” pensano di governare un paese: che flop! SuperMario risolve: ci ha salvato (quasi) dalla crisi finanziaria. La manovra? Non era poi così iniqua. Neppure le liberalizzazioni: la sinistra ha sempre combattuto rendite, cartelli e monopoli. Allora Monti è di sinistra? Ma poi, cosa importa? Fioccano i consensi, perciò tutti vorrebbero mettere il cappello su Mario Monti: anche Bersani!

Fra i tanti confusi c’è Eugenio Scalfari. Circoscivendo l’iniziale vampata di libidine liberista, ammette: “l’Europa persegue politiche ottusamente deflazionistiche”. Ma Monti & Draghi, no! Hanno fatto tutto il possibile per limitare gli eccessi tedeschi; spread alla mano, ci sono riusciti. E dunque, com’è possibile anche solo pensare di criticare Monti? “Non si può parlare del ‘dopo Monti’ mettendo a rischio l’azione del Monti in carica. L’amplificazione delle critiche e dei disagi è… irresponsabile… ingenuità ed… esibizionismo.” E Scalfari chiede lumi al Fatto Quotidiano. E allora:

  • Di fronte alla più grave crisi dell’economia reale della Storia nazionale (guerre mondiali a parte), il governo fa pochissimo per contrastarla.
  • Il governo mente al paese (ed è un peccato) quando lascia intendere che con le liberalizzazioni, l’art.18, e le altre buone riforme sulle quali si sta impegnando, combatte la crisi. Nel 2007 Monti proponeva le stesse ricette: come può la stessa terapia curare problemi nuovi?
  • Monti condivide le politiche recessive dell’Europa e il tentativo di costituzionalizzarle: il “Fiscal Compact” (video in inglese, testo), in nome del quale l’Europa già tenta di imporre austerità a tutti e subito.
  • Draghi chiede la fine del modello social europeo: davvero improprio, per un funzionario che tiene l’Europa per gli zebedei. Il crollo degli spread grazie ai Ltro dimostra solo quanto sbagliata e dannosa fosse la politica monetaria in precedenza. E no, le liberalizzazioni di Monti non c’entrano nulla con gli spread: sono scesi prima sulle scadenze brevi, e solo dopo su quelle lunghe.

Il campo liberista aggiusta le sue previsioni errate con nonchalance, man mano che il dramma avanza. La recessione è definita ovunque “più forte del previsto”: Oh?! (Francia; Italia). Il tono suggerisce eventi esogeni: un po’ di sfiga... E non si parli di disoccupazione di massa: sono danni collaterali di una grande strategia. Hey! Hanno salvato la Grecia! (per la quarta volta: ma i titoli quotano ancora il 20% del valore nominale). E salveranno il Portogallo; obbedisce sempre, senza discussioni: Austerità, Riforme Strutturali… Il Fmi prevede che torni alla normalità finanziaria nel 2013; ma gli spread continuano a salire (+200 bp. negli ultimi 15 giorni): il re è nudo.

La crisi globale, nata dalla deregulation delle destre, viene prolungata in Europa dall’ortodossia monetaria e fiscale delle destre. Che poi si compiacciono di offrire ossigeno ai pazienti moribondi in cambio di riforme strutturali. Non è un buon modo per fare le liberalizzazioni: i danni sono gratuiti e abnormi. Perciò, sgombrato il campo da “nani e ballerine”, la distinzione destra–sinistra è di nuovo rilevante. La sinistra è meglio attrezzata culturalmente per affrontare questo genere di depressioni: purché sappia disegnare politiche alternative di alto livello. Un’altra Europa è possibile: Hollande in Francia ci sta provando. Ha bisogno della sponda di un Monti di sinistra in Italia. La gente lo vuole . Ma non se ne vedono all’orizzonte. Se solo La Repubblica in questi anni avesse dato un po’ di spazio agli intellettuali outsider che sfidavano le nomenclature…

Ma invece di produrre qualcosa di originale, il Pd e i suoi corifei stanno con Mario Monti. E si capisce: tenendo i professori lontano, i partiti poi si ritrovano con poche idee; questa è l’impressione che lascia la foto di Vasto. Meglio allora scodinzolare dietro al governo tecnico nella speranza che salvi la baracca. Ed aspettare che tornino condizioni normali, per rioccupare tutto. Ma se la Cgil è stufa di farsi trattare come un gruppetto di estremisti nel silenzio generale, le Acli di incassare colpi bassi sulla cittadinanza, Carlo De Benedetti di ricordare al suo giornale che “il problema non è l’art. 18”, ecc., si diano una mossa: come fece Berlusconi nel 1993. Monti dimostra che non c’è nulla nella nostra cultura che ci condanni al malgoverno. Yes, you can!