La nota degli appalti, redatta come una lista della spesa, con una macchina da scrivere. Ecco le ditte che devono vincere, caro il mio sindaco, “per non creare malintesi”. Il cimitero a quello, l’ampliamento dello stadio a un altro. A scrivere i pizzini, dalla latitanza in un bunker sotterraneo, era il “cugino” (in realtà di sesto grado), ras del clan di San Cipriano d’Aversa, braccio destro del superboss Antonio Iovine. Enrico Martinelli, figura di spicco dei Casalesi, dava gli ordini. Enrico Mar-tinelli, primo cittadino Pdl di San Cipriano d’Aversa, li eseguiva. Un assessore organizzava gli incontri tra i due omonimi parenti. “Non dimenticarti che di cognome fai Martinelli”, scriveva il latitante al politico. Eletto – sottolineava il ras – grazie ai voti del clan.

Ieri il Martinelli sindaco è finito in galera (l’altro c’è già da quasi quattro anni). La Dda di Napoli ne ha chiesto e ottenuto l’arresto firmato, con l’accusa di associazione camorristica. Grazie a un’analisi del nastro della macchina da scrivere rinvenuta in un covo, i carabinieri del reparto scientifico di Roma hanno ricostruito i 35 messaggi scritti dal Martinelli latitante, diversi dei quali indirizzati al suo omonimo. Il Martinelli sindaco è stato prelevato all’alba a Gragnano, dove vive con la moglie, il primo cittadino Pdl di Gragnano Annarita Patriarca. Un legame già finito nelle carte dell’arresto del consigliere regionale Pd Enrico Fabozzi, risalente a novembre.

In quell’ordinanza si faceva riferimento ai pizzini tra i due Martinelli. Il gip aggiunse che i sospetti sull’assegnazione dell’appalto da 11 milioni di euro dell’ex convento di San Nicola dei Miri di Gragnano a una ditta di San Cipriano d’Aversa “vicina” al Martinelli boss potevano “trovare conforto” nel matrimonio tra i due sindaci. La coppia convolò a nozze il 4 ottobre 2010. Con un testimone d’eccezione: Nicola Cosentino

Il Fatto Quotidiano, 14 Marzo 2012