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Milano, il manifesto di Libertà e giustizia Dignità alla politica? “Dipende da noi”

"Dissociarsi per riconciliarsi". Questo il motto con cui a Milano è stato presentato l'appello con Zagrebelsky e Saviano contro lo stallo dei partiti per far riavvicinare gli elettori alla classe dirigente. Online la raccolta firme

Gustavo Zagrebelsky

La politica deve essere rifondata, i partiti vanno ripuliti dalla corruzione. Gli elettori è bene si riavvicinino alla classe dirigente. Dissociarsi per riconciliarsi, quindi. E questo “Dipende da noi”. Lo hanno spiegato Sandra Bonsanti, presidente di Libertà e giustizia e il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky alle duemila persone che ieri sera hanno riempito il teatro Smeraldo di Milano. E che hanno fatto la coda per la presentazione del nuovo manifesto dell’associazione che da 10 anni si batte per un rinnovamento di chi ci governa.

IL MANIFESTO è stato firmato da più di 35 mila persone. Per dire che il governo tecnico non è la soluzione di tutti i mali, la medicina contro la ‘Casta’. Ma è solo “un segno dei tempi di debolezza della politica e di inettitudine dei partiti politici”. Un “salvagente” per dirla con le parole di Zagrebelsky, o una “supplenza”, come lo definisce Umberto Eco, che dalla prima fila definisce le forze in Parlamento “imbarazzate”. Poche poltrone più in là il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, accolto da un caloroso applauso al suo ingresso in sala, che ha preso parte all’evento insieme allo scrittore Roberto Saviano, neo cittadino onorario del capoluogo lombardo.


video di Francesca Martelli

Nello stallo della politica, si legge nel manifesto, “l’ascesa della tecnica al governo è apparsa l’unica alternativa al disastro finanziario, economico e sociale”. Ma l’esecutivo di tecnici è “altamente politico” per le conseguenze dei suoi provvedimenti sulle vite dei cittadini. E allora non può che essere un rimedio temporaneo: altrimenti il farmaco rischia di diventare veleno, perché “senza politica non ci può essere libertà e democrazia”. E allora la politica deve recuperare la sua indispensabile funzione. Ma perché questo accada innanzi tutto i partiti devono essere decontaminati dalla corruzione, che tra tutte le cause è quella che più ha contribuito a imbrattarne l’immagine. “La corruzione oggi è trasversale – commenta Bonsanti – e per sconfiggerla è quindi necessaria un’indignazione trasversale”. Un’indignazione che nessuno più nasconde, continua Bonsanti: prova ne è il teatro gremito di gente. Sconfiggere la corruzione è la premessa per ogni riforma credibile. Che non può prescindere da una nuova legge elettorale, che sostituisca il ‘Porcellum’ e restituisca agli elettori il potere di scegliere i loro rappresentanti in Parlamento. “Quale che sia il meccanismo prescelto – continua il manifesto letto sul palco dall’attrice Lella Costa – esso non deve essere pensato come strumento dei maggiori partiti e della loro dirigenza. Ma deve essere nel solo e unico interesse dei cittadini”.

UNA NUOVA LEGGE elettorale, secondo Libertà e giustizia, è necessaria. Perché un Parlamento screditato non può mettere mano a importanti riforme. E di certo non può mettere mano alle riforme costituzionali attese da tempo. “I frutti sono il prodotto dell’albero. Nessuna speranza può esserci che i frutti siano buoni se l’albero è malato”. E la speranza è indispensabile perché gli elettori possano lasciarsi alle spalle gli scandali che da tangentopoli in poi hanno continuato a coinvolgere chi li governa. E posano ritrovare la fiducia nella politica. Quella fiducia di cui c’è ancora desiderio. lo hanno dimostrati gli applausi della serata di ieri.

da Il Fatto Quotidiano del 13 marzo 2012


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