Gli ascolti parlano chiaro. E sono tutti in picchiata. Il talk televisivo, non tira più, ma stesso discorso si può fare anche per i tg, che hanno visto i loro ascolti sgonfiarsi come soufflè uscito male, e anche per alcuni programmi di infotainment e di satira.

Conduttori e programmi sono noti. Dalla Dandini alla Bignardi, dall’esperimento – per ora non premiato dall’audience – di Luisella Costamagna a Telese-Porro a “In Onda”; lo share cala, in alcuni casi di molto – o semplicemente, arranca. Non si possono non citare, naturalmente, i casi Santoro, Formigli, Ballarò; Sabina Guzzanti, che parte domani con il suo “Un due tre Stella” sembra voler mettere le mani avanti: “Il sistema dell’Auditel è molto discutibile viene spacciato come oro colato e in ogni caso, corrisponde al populismo in politica” ha detto al nostro Malcom Pagani (auguri, cmq!).

Certo, ci sono programmi che resistono (Fazio, Gabanelli, Iacona); senza citare l’intrattenimento – che fa storia a sé -, è però evidente che la tv di approfondimento è in crisi. Una crisi cominciata con l’arrivo di Mario Monti e dalla quale pochi sembrano conoscere una via d’uscita.

Un gruppo di blog ha lanciato un bel “manifesto”per una tv di qualità. Ottima iniziativa. Il discorso però, è anche politico, culturale. Come raccontare il Paese? Come dare spazio a nuove idee, e a quali, dove trovare nuovi protagonisti? A queste domande non è facile rispondere. La verità è che finito il Truman Show di Berlusconi, ed è come se il paese si fosse scongelato di colpo scoprendo, in un tratto, di avere vent’anni di troppo sulle spalle.

Allora, quando diciamo “vorrei qualcosa di nuovo in tv”, chiedo: a cosa pensiamo? Io, qualche idea, ce l’avrei (possibile, per esempio, che nessuno sia in grado di  parlare del mondo connesso in modo maturo e divertente, andando oltre il solito mix tra “strano ma vero” e “sapevatelo” – non so se avete presente i vari Daniele Bossari e soci). Potrebbe funzionare? Lo chiedo a tutti voi. E aggiungo: cosa vorreste vedere in tv al passo coi tempi che viviamo? E’ tempo di aria fresca. Il dibattito è aperto.

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