“Bossi ha aggiunto che immagina che ci sarà una trattativa, che non è una trattativa, ma un confronto su come chiamare la lista,  che è assolutamente indispensabile. Poi, se si vuole valutare come chiamarla, possibilità ce ne sono tante”. Il sindaco di Verona Flavio Tosi, ospite su Canale 5 de ‘La telefonata di Maurizio Belpietro, replica alle ultime affermazioni di Umberto Bossi sulle conseguenze che potrebbe determinare la presentazione di una lista civica da parte dello stesso Tosi alle prossime elezioni della città scaligera. E parla di politica a tutto tondo, dal Carroccio all’opposizione in Parlamento fino all’aumento delle tasse.

Tosi sottolinea che la sua lista “era già presente nel 2007” e “non è un’invenzione di adesso”. Per di più, “fu quella che raccolse il maggior consenso di tutta la coalizione e servì per raccogliere i voti di chi, pur non essendo leghista, voleva votare Flavio Tosi come sindaco” e a maggior ragione, visto che adesso “la Lega corre da sola, ha ancora più senso cercare di raccogliere consensi di chi ha apprezzato l’amministrazione uscente pur non votando la Lega nord”.

Ma il suo intervento non si esaurisce con la corsa alle prossime amministrative e il sindaco di Verona punta il dito contro le tensioni in vista del congresso che “sono cose da vecchia politica che non andrebbero fatte”. Al centro “la decisione di vietare le liste civiche con il nome del candidato” che Tosi definisce “inaudita”. E, soprattutto, “è difficile spiegare ai cittadini veronesi che non si può fare una lista civica, che loro voterebbero volentieri, e dire loro che questo non è possibile perchè qualcuno nel movimento non lo vuole per mettere in difficoltà il sindaco su questioni politiche interne”. Poi puntualizza che i contrasti interni al partito non possono prevalere sulla volontà degli elettori. “Il congresso della Lega è il congresso della Lega, le elezioni di Verona sono per i veronesi e la città di Verona e c’è qualcuno che invece mette assieme le due cose sbagliando”.

Tosi ribadisce l’opportunità che la Lega stia all’opposizione, visto l’aumento dei contributi decisi dall’esecutivo tecnico, approvato anche dall’ex alleato: “Io adesso come sindaco sto spiegando ai cittadini veronesi di quanto aumenteranno le tasse. E le tasse le ha aumentate un governo dove all’interno c’è il Pdl. E’ difficile stare alleati con il Pdl alle elezioni comunali, spiegando che la manovra Monti è sbagliata, perchè è sbagliata perchè aumenta spaventosamente le tasse, e poi allearsi con il simbolo del Pdl”.

Infine il sindaco di Verona interviene anche su Davide Boni, il presidente del Consiglio regionale della Lombardia indagato per corruzione. Dimettersi, dice Tosi, gli “farebbe doppiamente onore” perché “sarebbe un gesto da gran signore, perchè oggi la Lega potrebbe essere strumentalmente attaccata e per il fatto che le accuse sono quanto mai vaghe e confuse”.