Questo week end Rosy Bindi e Angelino Alfano hanno sposato lo stesso modo di vedere su un tema che dimostrano entrambi di non conoscere per niente.

Sabato è stato il turno di Alfano (qui il video), che da Segretario del Pdl ha spiegato cosa farebbe la sinistra se andasse al governo in Italia. Farebbe come la sinistra di Zapatero, che – son parole sue –  “ha cominciato a fare i matrimoni tra uomini, ha cominciato a fare le coppie di fatto, ha buttato fumo negli occhi della società spagnola…“. Seguono gli applausi degli astanti, tutti ovviamente d’accordo.

Sono parole che rattristano. Alfano crede di essere l’esponente di un partito moderno ed evoluto, che guarda al futuro e studia ricette per portare il Paese al livello d’avanguardia che merita in Europa. Di lui, Berlusconi ha detto che “gli altri segretari se li mangia a colazione, pranzo e cena”. Chapeau.

Beh, forse Alfano pensa davvero troppo a mangiare gli altri segretari e non ha trovato il tempo di notare che la destra che lui vorrebbe rappresentare è lontanissima da ogni altro paese che può definirsi civile. Il premier britannico David Cameron si è recentemente schierato a favore dei matrimoni tra persone dello stesso sesso: “I don’t support gay marriage in spite of being a Conservative“, ha detto: “I support gay marriage because I am a Conservative“. La sua argomentazione suona così: se il nocciolo duro dell’essere conservatori consiste nel credere nel valore della famiglia, come insieme di persone legate da un vincolo che ne garantisce la stabilità e la durevolezza, allora come potrebbe un conservatore genuino come lui opporsi al matrimonio tra persone dello stesso sesso, quando tale istituto ha chiaramente lo stesso fine? Senza contare poi, che estendere il matrimonio alle coppie gay e lesbiche non ha ovviamente nessun impatto sulla famiglia composta da coppie eterosessuali, da momento che queste ultime, se lo desiderano, potranno continuare a sposarsi.

Sconvolge poi il richiamo di Alfano alle coppie di fatto (espressione che andrebbe eliminata dal vocabolario). Cosa vuol dire aver fatto-le-coppie-di-fatto? Per “fare” una coppia di fatto, qualunque cosa significhi questa espressione, bastano due persone, non serve certo il permesso di Alfano (o di Zapatero).

A questo punto, l’elettore medio si domanderà se davvero il Pd ha in programma i “matrimoni tra uomini“. E si troverà di fronte la faccia di Rosy Bindi, che ieri ha dichiarato a SkyTg24 che per le coppie omosessuali “non userei mai la parola matrimonio. Spiega la Bindi: “Quello è un istituto previsto dalla Costituzione che lega quella parola al fondamento della famiglia e a un’unione eterosessuale“.

Da Alfano abbiamo lo spauracchio del same-sex marriage, dall’altro quello della Costituzione. Chapeau, di nuovo.

La verità è che hanno entrambi torto. Da anni ci chiediamo come un partito che si qualifica come progressista, modernizzatore e attento ai temi dei diritti civili come il Pd possa fossilizzarsi su un dato normativo che risale al 1947. E’ vero, l’art. 29 della Costituzione parla di matrimonio, ma quando è stato scritto certamente nessuno pensava di precisare, in un’epoca in cui gli omosessuali venivano marginalizzati, esclusi e talvolta spinti a curarsi, che il matrimonio fosse l’unione tra uomo e donna. Oltretutto, mi domando se la Bindi, quando parla di “priorità” della “famiglia fondata sul matrimonio“, sa che esiste un principio di uguaglianza e che non possono esistere privilegi o priorità quando vi sono discriminazioni fondate sul genere o sull’orientamento sessuale.

Senza contare poi che Alfano e la Bindi dimenticano palesemente che la Corte costituzionale, nella sentenza n. 138 del 15 aprile 2010, ha chiaramente stabilito che il Parlamento deve intervenire con una legge organica e generale sulle unioni omosessuali. Non vi è quindi nulla di sconveniente, ma anzi è del tutto doveroso, esprimersi sul tema e prendere in esame le legittime e costituzionalmente fondate aspettative di centinaia di migliaia di cittadini e cittadine omosessuali che, anche in coppia, continuano a vivere la loro vita quotidiana nonostante gli attacchi e gli spauracchi che la classe politica, (vien male a dirlo ma) anche di sinistra, continua a gettare loro addosso.

Sconfortato da queste affermazioni, il nostro elettore medio smetterà di guardare il telegiornale e cambierà canale. E vedrà Lorella Cuccarini che (una settimana fa) a Domenica In – Così è la vita ritiene “opinione rispettabile” quella di tale Suor Myriam, secondo cui “l’omosessualità non è un fatto naturale: è una scelta … una trasgressione assoluta“.

Non c’è che dire, la più amata dagli italiani non è migliore di chi ci governa e di chi sta all’opposizione. Chapeau.