“Nell’ipotesi demenziale che nel 2013 ci sia ancora il porcellum, non mi limiterei a nominare i parlamentari”. Per Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, la riforma della legge elettorale rimane l’obiettivo principale. Ma se l’attuale normativa dovesse sopravvivere al governo tecnico, il segretario del Pd assicura che il suo partito si affiderà alla partecipazione e più precisamente alle primarie. “Per dare il segno che noi siamo diversi”, spiega. E promette: “Rinnoveremo largamente nella nostra classe parlamentare”. Ospite della sede italiana di Google a Milano, Bersani ha risposto anche sul tema delle alleanze, dando ragione al collega di partito Dario Franceschini che suggerisce di “non lasciare praterie alla sinistra del Pd”. “Franceschini ha ragione”, commenta il segretario nazionale, “ci sono istanze che vanno ascoltate, ma ricondotte a un progetto riformista e non abbandonate alla rabbia e al sogno”. Poi Bersani corre a Roma alla presentazione di un libro e polemizza con il Pdl e Angelino Alfano. “E’ da irresponsabili accendere dei fuochi – afferma – in un momento in cui bisogna comunque mandare avanti il governo. Siamo in campagna elettorale? Io non me n’ero accorto prima che Alfano sollevasse molti temi polemici, se è così – conclude – ci avvisino e vorremmo partecipare”.
Di Franz Baraggino