Non ci sono abbastanza soldi per le borse di studio? A trovarli ci pensano gli studenti, che in tempi di crisi economica e di tagli di fondi hanno deciso di mettere mano ai propri finanziamenti per permettere ad altri colleghi in difficoltà di studiare.

Il buon esempio arriva dai rappresentanti delle associazioni studentesche dell’Università degli studi di Parma, che hanno scelto di devolvere parte dei fondi stanziati dall’Ateneo per le loro attività e i loro eventi all’integrazione delle borse di studio per gli studenti extracomunitari.

La decisione è stata annunciata durante il Cda dell’Ateneo dal presidente del Consiglio degli studenti Gianluca Scuccimarra che, su proposta dell’Unione degli Universitari, ha dato la disponibilità a partecipare al contributo straordinario per le borse di studio per gli studenti extracomunitari. La somma, pari a 43.529 euro, sarà stornata dalla quota destinata al finanziamento dei progetti culturali e sociali promossi dagli studenti.

“Meglio un evento in meno, ma una borsa di studio in più”, devono aver pensato gli universitari di fronte alla prospettiva di perdere i propri compagni di studio stranieri che, pur risultando idonei al bando regionale, per i tagli erano stati esclusi dalle graduatorie di Er.Go (Ente regionale per il diritto allo studio) e quindi non comparivano tra i beneficiari dei contributi. Dopo le proteste dello scorso dicembre in regione e dopo i tavoli con i vertici di Er-Go, la questione era passata ai singoli atenei dell’Emilia Romagna. Come altre Università, il Cda di Parma ha fatto passare una delibera di finanziamento per poter erogare a tutti gli studenti extracomunitari parte delle borse di studio 2011-2012. I soldi messi a disposizione dall’Ateneo sono 200mila euro, a cui si aggiungono quindi i 43.529 euro tolti dalle associazioni studentesche alle loro attività.

Grazie ai fondi stanziati dall’Ateneo e al contributo integrativo degli studenti, gli iscritti stranieri potranno continuare a frequentare i corsi all’Università e non saranno costretti a tornare nel loro Paese di origine. In particolare, agli studenti residenti che vivono negli studentati verranno erogati 2.000 euro oltre all’esenzione dal pagamento dell’affitto (del valore tra i 1.500 e i 2.000 euro a testa) e un contributo mensa di 200 euro, mentre agli studenti non residenti negli studentati verranno erogati 3.500 euro e un contributo mensa di 200 euro.

“Le associazioni studentesche e di rappresentanza rinunciano ai fondi che ogni anno l’Ateneo mette a disposizione delle stesse per le attività culturali” commenta Emiliana Galati, coordinatrice di Udu Parma. Un atto dovuto e ammirevole, che però getta un’ombra sul sistema del diritto allo studio in Regione. “Gli studenti vedono pesare sulle proprie spalle le scelte sbagliate dell’Ente regionale per il diritto allo studio – conclude Galati – È assurdo che siano gli stessi studenti a dover rinunciare a degli stanziamenti per pagare le borse di studio”.

di Silvia Bia