È sempre la riviera che insiste sulla ‘rivoluzione’ a suon di liberalizzazioni del trasporto su ferro in Emilia-Romagna. Dopo mesi di buoni propositi e annunci, oggi si registra un primo passo ufficiale.

L’assessore provinciale alla Mobilità della Provincia di Rimini, Vincenzo Mirra dell’Udc, lo stesso che quest’estate al Meeting di Cl battibeccò con l’ad di Trenitalia Mauro Moretti fino alle promesse di querela, ha appena scritto una lettera ufficiale all’amministratore delegato del gruppo Ntv presieduto da Luca Cordero di Montezemolo, Giuseppe Sciarrone. Mirra, invocando una “una reale concorrenza” nel settore ferroviario,  lancia “la proposta, da approfondire in sede tecnica, di far proseguire il treno ‘Italo’, che svolgerà il servizio di collegamento da Torino/Bologna fino ad Ancona, con sosta a Rimini ed eventualmente in alcune altre località turistiche” della riviera, Riccione e Cattolica in primis. Non si tratta di infrastrutturare la linea da Bologna verso Rimini e poi verso Ancona, precisa l’assessore Udc nella missiva all’ad di Montezemolo, ma solo di far transitare i treni ad alta velocità “oltre il nodo di Bologna”.

Mirra e Sciarrone si sono incontrati l’ultima volta a Rimini a fine agosto: “Mi aveva detto di considerare la linea adriatica una possibilità di investimento seria, mancava solo il personale ma il progetto per Ntv valeva sicuramente: del resto il tornaconto dell’utenza ci sarebbe”, ricorda oggi l’assessore dopo aver diffuso la lettera. Sciarrone, in effetti, ha ribadito più volte un certo interesse per l’area adriatica, ma anche Deutsche Bahn, che dal dicembre del 2009 collega Milano e Roma con Monaco di Baviera, sta studiando a proposito i possibili scenari non da oggi. “Infatti, anche con Deutsche Bahn siamo sempre disponibili. I tedeschi a loro volta sembra vogliano fare sul serio”, rileva l’assessore centrista.

Non solo. Se davvero sarà l’Emilia-Romagna ad aprire il valzer delle gare regionali per la prossima stagione di liberalizzazioni con il nuovo bando di gara in arrivo, come ridisegnato dal decreto specifico all’esame del Senato, tra le imprese pronte a prendere parte alle danze, oltre a Montezemolo e a Diego Della Valle, c’è anche la lombarda Trenord. “La nostra idea di crescita prioritaria- raccontava a Il Sole 24 Ore qualche giorno fa l’amministratore delegato del gruppo partecipato dalla Regione Lombardia, Giuseppe Biesuz- si muove lungo l’asse che va da Torino a Venezia passando per Bologna”. Mirra assicura di non chiudere le porte a nessuno: “Trenord? Non abbiamo preclusioni su alcuno. In assenza di prospettive di miglioramento rispetto al contesto attuale, ogni soluzione è buona per permettere di ripristinare una condizione dei trasporti su rotaia almeno dignitosa”.

Il punto è uno: a Rimini, ma anche alla Regione Emilia-Romagna, come dimostrato dalle uscite del governatore Vasco Errani nei giorni del caos treni dovuto alle recenti nevicate, basta andare oltre Trenitalia. In Italia l’alta velocità, sulla carta, offre preziose opportunità di sviluppo e di integrazione con il resto d’Europa. Non tutto il Paese, però, ora come ora può beneficiarne: “Infatti la dorsale adriatica è attualmente sprovvista di questi collegamenti, con pesanti ripercussioni dal punto di vista economico e sociale dei nostri territori che rappresentano l’eccellenza internazionale per i servizi turistici che offrono”, scrive Mirra nella missiva a Sciarrone. L’assessore rincara la dose: “Va detto che mai come negli ultimi 12 mesi il tratto ferroviario adriatico è stato letteralmente maltrattato da Trenitalia, con conseguenze pesantissime per le popolazioni, le imprese, i lavoratori, i turisti”.

Certo, i disagi con Fs ci sono, come denunciato dal comitato dei pendolari Rombo. I collegamenti diretti Milano-Bologna sono possibili solo con i treni Freccia Bianca, comunque tagliati da 12 a 7: in pratica, oggi se da Rimini si vuole andare a Milano si è quasi obbligati a cambiare a Bologna. A Cattolica, poi, sono state soppresse diverse fermate, mentre sono stati tagliati gli scali di Viserba e Classe utili per i collegamenti dei treni in arrivo da Bergamo: insomma, niente ‘linea parallela’ alla Statale 16.

Una battuta che circolava pochi giorni fa durante un convegno a tema in regione appare significativa: il prossimo anno, nella giornata nazionale delle “ferrovie dimenticate”, si parlerà proprio della dorsale adriatica. “Siamo letteralmente a rischio estinzione”, tira le somme Mirra annunciando nuovi gesti eclatanti dopo il secchiello di sabbia della Riviera consegnato all’ultimo Meeting di Cl allo stand di Ferrovie dello Stato. “E visto che siamo a rischio estinzione, consegnerò a Moretti un panda con il berretto da ferroviere: chissà che non capiscano”, sorride l’assessore Udc.