Sabato pomeriggio ero ad un incontro a Genova con la Comunità di S. Egidio ad ascoltare parole sul tema della gratuità. Ne venivo da un convegno organizzato dalla Provincia di Genova sul Rapporto ombra alla Cedaw in merito alle tante discriminazioni che subiscono le donne in Italia. L’argomento toccava anche la violenza di genere ed il Centro provinciale Antiviolenza di via Mascherona (per il quale insieme a molte altre avvocate presto consulenza) in cui si passavano in rassegna le peggiori violazioni e discriminazioni che troppi esseri umani e molte istituzioni compiono nei confronti dei diritti e sui corpi delle donne.

Entro a Palazzo Ducale e le prime parole che ascolto dal presidente della Comunità di S. Egidio sono tratte da una citazione di Madre Teresa di Calcutta: “Essere non amati, non voluti, dimenticati. E’ questa la grande povertà, peggio di non avere niente da mangiare”. Ascolto queste parole di donna e ripenso alle “mie” donne maltrattate, non amate, non volute (o volute male) e dimenticate. Penso alla loro povertà che spesso si accompagna anche a quella economica.

E penso al “nostro” centro antiviolenza dove queste donne straordinarie che un uomo può ferire, calpestare, umiliare ma mai piegare, trovano ascolto e protezione. In tre anni 900 donne si sono  rivolte a questo centro  e hanno trovato ascolto senza pregiudizi.  A circa la metà di queste donne quelle ore di ascolto hanno cambiato la loro vita, hanno ridato loro una vita.

Questo centro ha rischiato di chiudere per assenza di soldi, per povertà di amore (si veda lo spot di Dighero ). Il governo ha tagliato i fondi perché le auto blu, i voli di Stato e di guerra, le poltrone in parlamento e il Tav non si toccano, ma le donne maltrattate o abusate ed i loro figli si possono tranquillamente abbandonare al loro destino. Intanto in Italia ogni 3 giorni viene uccisa una donna ed una donna su tre ha subito violenza da parte del marito o del compagno o del padre (che la vittima non avrà il coraggio di denunciare alla forze dell’ordine nel 90% dei casi).

I politici responsabili dei tagli forse non hanno mai visto o non vogliono guardare gli occhi spesso pesti, a volte lucidi, di queste donne e di certo non si prenderebbero mai la responsabilità di dire loro che devono stare a casa a farsi ancora picchiare, abusare e umiliare, magari fino a morirne. Al convegno intanto ascolto questa frase “muoiono più persone per l’assenza di amore che per la povertà. L’amore è gratuità.”

E gratuiti sono l’ascolto e le cure e in qualche forma l’amore, che il centro antiviolenza offre alle donne maltrattate e sole. Ma la struttura costa. Ed è solo grazie alle gratuite e silenziose donazioni di molti privati cittadini che davvero amano le donne che il centro resterà aperto almeno fino alla fine del 2012. E poi? Se il governo continuerà lasciare queste donne sole, se rifiuterà ancora non dico di amarle ma di rispettarne i diritti, speriamo che almeno siano sempre di più le persone che amano le donne. Gratuitamente.