Hanno aperto tutte le finestre e capovolto il cielo, un cielo così grigio che sembra quasi notte ma il vino resta rosso, rosso di vita e di musica. Finestre spalancate e nessun sacco di sabbia, solo canzoni per strada. Tu esci a prendere un caffè e senti canzoni. Vai a portare tuo figlio al parco giochi e senti canzoni. Nessun parla. La città è chiusa in una bolla di silenzio di parole. Anche i cani non abbaiano più tra di loro. Si guardano e cambiano strada. Il cielo resta grigio ma è solo per far risaltare di più l’incantesimo dei portici e del silenzio. Tutti camminano velocemente per andare chissà dove. Forse c’è qualcuno o qualcosa a cui portare un reclamo, un premio, un ringraziamento, una domanda. “Una nuvola per nascondermi” aveva detto, chissà se è vero. E di vento (che ce n’è sempre abbastanza) oggi nemmeno un alito. Ma sì, nasconditi bene che qui sotto è un mondo strano. E guarda la città com’è bella com’è ferma com’è sospesa. Fa un po’ paura. Ma è solo che non siamo abituati a guardare negli angoli impolverati delle grandi stanze e così anche il cielo ci sembra ingrato.

Qui, in Piazza Maggiore c’è una festa pazzesca, migliaia di persone, sembra uno stadio rettangolare e l’atrio del comune è un banchetto di chiacchiere e risate. E tutti cantano le tue canzoni su questo palco pieno di luci e proiezioni olografiche. Mi aggiro senza dare tanto nell’occhio. C’è Samuele Bersani che prova “Ciao” (tutti si aspettavano “Canzone”…), Vasco Rossi interpreta “Tu non mi basti mai”, Gianni Morandi riprende “Vita” e Curreri “Le rondini”. Guccini canta “Piazza Grande” ma forse cambierà all’ultimo momento. Nessuno ha scelto “Cara”? C’è qualcuno che urla dal buffet dei dolci: “La canta Caroneeee!”. “Ah sì, no è che con questa scaletta non si capisce niente…siete davvero in troppi…abbiamo musica per 24 ore di fila, non saranno troppe?” “Ma no, è festa…lasciamola andare questa musica, lasciamola aperta come certe idee”.

Il palco è il cuore pulsante di questa città muta, solo oggi, e per questo che tutta questa allegria si abbina bene alle sciarpe colorate e alle pietre color turchese tutte disseminate per le strade. Non siamo abituati alla leggerezza. Qui gli artisti sono davvero tanti e sorridono. Ti allontani di poco e tra i portici solo silenzio e un’eco di musica e malinconia. Manca qualcosa o qualcuno a cui portare un premio, un ringraziamento, una domanda, un sorriso. Alzi lo sguardo per controllare le nuvole e per un attimo ti senti così leggero che quasi potresti saltare e toccare la torre degli asinelli con un dito. Ascolto due ragazzi seduti ai piedi del palco: “Ma che meraviglia! Ce ne vorrebbero cento e oltre di questi giorni”. “No ma che dici. Oggi è oggi. Eh”. “E’ che immaginavo che a un certo punto tutti cantassero quella canzone, ma tutti tutti dico, tutta la città, da ogni angolo di Strada Maggiore, di via Emilia Levante, tutti tutti da farsi sentire fino a Modena. Così magari anche dietro le nuvole…”

“Sogni. Tu sogni…”