Il giudice del lavoro del Tribunale di Modena ha rigettato il ricorso in appello delle sette aziende modenesi (tra cui la Cnh, Maserati, Ferrari, del gruppo Fiat) condannate in primo grado nell’aprile 2011 per attività anti-sindacale verso la Fiom/Cgil. Così Giordano Fiorani segretario Fiom/Cgil Modena ha presentato, insieme all’avvocato Ernesto Giliani, l’ultimo atto della vertenza legale in corso con le sette aziende che nel 2011 la Fiom/Cgil aveva denunciato per attività antisindacale, ex art.28 dello statuto dei lavoratori, per aver applicato il contratto collettivo nazionale di lavoro separato 2009, mentre era ancora in vigore il contratto del 2008.

Le imprese interessate avevano allora fatto opposizione alla condanna «ma il Giudice ha respinto questa opposizione – precisa Fiorani – con alcune precisazioni interessanti contenute nella minuta del dispositivo». Il giudice sostanzialmente dice che ai lavoratori in forza al 31 dicembre dello scorso anno l’azienda deve chiedere se intendono aderire al contratto del 2009 o meno. In caso dichiarino che non vogliono l’applicazione del contratto del 2009 è implicito, dunque, che deve essere loro applicato il contratto unitario del 2008, anche se scaduto alla fine dello scorso anno, in virtù dell’ultrattività prevista dall’art.2 dello stesso contratto (decorrenza e durata) sino al rinnovo di un successivo contratto da parte di tutti i firmatari di quell’accordo (Fim, Fiom e Uilm).

«Questa sentenza – spiega Fiorani – apre uno scenario importante nei confronti di Fiat, poiché significa che per i lavoratori delle tre aziende del gruppo Fiat, Cnh, Ferrari e Maserati, che non accettano il contratto del 2009, rimane in vigore il contratto del 2008, e la Fiom/Cgil che ne è firmataria intende dunque esercitare i diritti di assemblea, alle trattenute sindacali per i propri iscritti, all’elezione delle Rsu». Diritti di cui dal 1° gennaio 2012 – è bene ricordarlo – la Fiom/Cgil non gode più poiché non firmataria del contratto di gruppo Fiat del 13 dicembre 2011.

È alla luce di questa sentenza, dunque, che alle prossime assemblee previste in Ferrari per martedì 6 marzo per illustrare il contratto (in Maserati e Cnh sono già state fatte con pesanti contestazioni ai dirigenti nazionali di Fim Uilm e Fismic), la Fiom/Cgil eserciterà il diritto ad essere presente. E se Fim e Uilm non convocheranno le assemblee in Ferrari (si sta profilando anche questa ipotesi), sarà la Fiom/Cgil a chiedere di convocarle. «Se la nostra richiesta sarà respinta, significa che Ferrari non dà applicazione ad una sentenza del Giudice», ha chiosato Fiorani.

«Tutti gli scioperi sono inadempimenti contrattuali – ha spiegato l’avvocato Giliani – ma il diritto di sciopero è garantito dalla Costituzione e prevale su tutti gli accordi, non può subire alcuna limitazione (se non nelle modalità di esecuzione e per violazione di altri diritti costituzionalmente garantiti, es. diritto alla vita, diritto alla salvaguardia e integrità dei macchinari)».