“La notizia corre in rete, passa di bocca in bocca…è morto Lucio Dalla… Stroncato da un infarto, se ne è andato nel sonno..”. Attorno a metà pomeriggio arriva anche il post di Vasco Rossi sulla sua pagina Facebook per la scomparsa improvvisa di Lucio Dalla, “Non siamo mai pronti a notizie del genere, rimaniamo attoniti, sbalorditi, spaventati, arrabbiati e poi tristi molto tristi, senza parole”.

“Ci sentiamo all’improvviso parte di una stessa grande famiglia a cui viene a mancare il capofamiglia”, continua il Blasco, “Perché questo era Lucio Dalla: un padre affettuoso e sempre presente con il suo entusiasmo, le sue idee spesso all’avanguardia per il cantautorato italiano, il suo grande amore per la musica. Che lo ha accompagnato fino all’ultimo e questo ci consola, Lucio se ne è andato come avrebbe voluto, era in tour in piena attività. Nessuno muore mai completamente, qualche cosa di lui rimane sempre vivo dentro di noi! Wiva Lucio Dalla”.

Il dolore degli amici e colleghi bolognesi. Bologna si sveglia attonita e affranta per la morte di uno dei suoi più grandi artisti. La notizia sul web è uscita per prima su twitter, alle 12,10, 23 minuti prima dei lanci d’agenzia, attraverso il profilo della rivista San Francesco patrono d’Italia: “E’ morto Lucio Dalla”.

“La notizia della sua morte mi ha sconvolto – sono le prime parole di Francesco Guccini – È una perdita gravissima per la musica italiana ma soprattutto perché con lui perdo un amico, un uomo generoso e ironico. L’ho incontrato per la prima volta quando suonava il clarinetto con gruppi dai nomi come Reno o Panigal Jazz Band. Era la fine degli anni cinquanta. Insieme progettammo una radio, negli anni settanta, la Marconi and company – ma quando la polizia chiuse Radio Alice fummo costretti a lasciar cadere il progetto. Una sera andammo in macchina a Vergaio, dove abitava Benigni, che allora era agli inizi della sua carriera e faceva Cioni Mario, per registrare le sue gag: con i genitori di Benigni tutti intimiditi che ci offrivano il caffè guardandoci come degli alieni materializzati in salotto. Era un uomo profondamente vivace: ecco, uno che viveva senza risparmio, e senza paura di esaurire l’entusiasmo. Un vero testimone della musica, uno che per la musica ha vissuto”.

Dal capoluogo emiliano si susseguono le voci di cordoglio per la scomparsa del cantante. È “un dolore immenso” quello di Pupi Avati, amico di Dalla fin quando i due suonavano nella Doctor Dixie Jazz Band, “Abbiamo interrotto le riprese della serie tv qui a Roma all’Esquilino. Siamo senza parole, veramente basiti”. “Ci sentivamo sempre”, spiega il regista addolorato. “Scrisse le musiche del Cuore grande delle ragazze e degli Amici del bar Margherita», ricorda Antonio, il fratello di Pupi, “felice come un ragazzo al primo film quando nelle proiezioni pubbliche scattavano gli applausi”. Anche Gianni Morandi, amico e collega “bolognese” da una vita lo ricorda con le parole che gli si spezzano in gola: “Ci eravamo appena salutati a Sanremo non riesco ancora a riprendermi da questa notizia. Noi eravamo legati anche dal tifo per il Bologna, poi la musica naturalmente. Non riesco ancora a riprendermi. E’ venuto a mancare un grandissimo amico”.

Gaetano Curreri, leader degli Stadio, è sconvolto: “Non riesco a parlare, sono troppo distrutto dal dolore”. Da twitter il ricordo di Valentino Rossi: “Ho avuto la fortuna di conoscere Lucio Dalla qualche anno fa a Bologna, avevamo doppiato insieme un fumetto di Milo Manara. Disperato erotico stomp è una delle mie canzoni preferite. ciao Lucio”.

Tra i tanti che ricordano la scomparsa di Dalla c’è anche il fotoreporter bolognese Roberto Serra, che aveva immortalato tra i primi il cantante bolognese nel tour Banana Republic con De Gregori nel 1979, l’ultimo ad avergli parlato ieri sera al telefono: “L’ho sentito ieri sera, era vivissimo. Non è possibile stava benissimo, era felice, tranquillo, divertito e in pace con se stesso. Era contento per un’intervista che gli avevano fatto e per il tour europeo che aveva appena cominciato. Diceva che era emozionante ritrovare i luoghi di un analogo tour di trent’anni fa e di trovare, pur nella diversità delle situazioni, la stessa positiva risposta di pubblico di allora”.

Il cordoglio delle istituzioni e del rettore Dionigi. Il Comune di Bologna e la Regione Emilia Romagna hanno comunicato alle agenzie di stampa il loro cordoglio: “All’artista  e  all’uomo  va  il  pensiero  e il ringraziamento di tutta la città, quella città, Bologna, che Lucio Dalla ha amato ed ha sempre portato nel cuore”, ha scritto il sindaco Merola, “Insieme ai familiari e agli amici l’Amministrazione è impegnata affinché la città possa ricordarlo al meglio”. Il rettore dell’Università di Bologna, Ivano Dionigi, si aggiunge con levità e dolcezza ai messaggi di dolore per la scomparsa del grande cantante, laurea ad honorem nel 1999 al Dams di Bologna: “Per il Paese e tutto il mondo della cultura è un pezzo di storia che se ne va. Per la città di Bologna è una bandiera spezzata. Per l’Ateneo è la perdita di uno dei suoi più cari laureati. Per me, personalmente, è la scomparsa di un amico”.

Il cordoglio da tutta Italia. Tra i primi a ricordare l’autore de L’anno che verrà è Roberto Vecchioni: “E’ stato uno dei tre, quattro grandi della canzone d’autore. Ho appena appreso la notizia, sono costernato”, queste le prime parole di sulla scomparsa di Lucio Dalla del cantante milanese, ” Abbiamo fatto manifestazioni insieme, ci siamo incontrati nelle stesse sale di registrazione e poi quante volte abbiamo parlato di musica ma anche di politica, di filosofia. E’ una notizia che mi avvilisce. Era pieno di vitalità, l’ho visto al Festival di Sanremo con tanto brio e tanta carica. Mi vien da pensare quanto sia insana la fatalità. Fosse stato malato uno si prepara, invece così… Bisogna aggrapparsi alla vita”.

Anche Eros Ramazzotti ricorda: “Non potrò mai dimenticare il suo telegramma al mio primo Sanremo, mi scrisse: “Olè”. Fu il primo messaggio e ne fui onorato, ci mancherà tanto la sua genialità, era un grande…”. Anche Eugenio Finardi ne ricorda simpaticamente l’ultimo incontro: “L’avevo visto a Sanremo pochi giorni fa, sempre allegro, con quei suoi occhi da Elfo che sembravano guardarti dentro e sorridere di ciò che vedevano. Sembrava eterno. Lo stesso che clowneggiava con il clarinetto alla Palazzina Liberty di Milano, quando lo vidi per la prima volta mentre cantava “Com’è Profondo Il Mare”, 30 anni fa. Lo stesso che cantava “Paff Bum” con i mitici Yardbirds, guadagnandosi il rispetto e la gratitudine di noi piccoli rocker. Un jazzista inventatosi cantautore trasformato in Pop Star. Mi ha fatto l’onore di suonare in due mie canzoni. Un uomo fiero, ironico, molto emiliano. Un grande musicista”.

“Questo è un momento tristissimo e non mi sento di parlare con nessuno”. Lo riferisce l’ufficio stampa di Francesco De Gregori, il Midas Promotion, di Michele Mondella, lo stesso di Dalla. Jovanotti ha invece scelto Twitter per salutare l’autore di Caruso: “Oh no dai no…non ci posso credere dai…davvero non posso crederci”. L’amica Caterina Caselli in lacrime: “E’ un brutto momento per tutti. Un lutto per la musica. L’ho sentito 10 giorni fa non sapevo, pensavo che stesse molto bene di salute, era allegro… Mi dispiace tantissimo, all’Italia ha lasciato le sue canzoni e il suo genio. Era bello poter parlare con lui. E’ una giornata triste”. Anche Pippo Baudo ricorda Dalla con un aneddoto inedito: “Sono distrutto, siamo nati insieme, l’ho visto crescere fin dagli inizi della nostra carriera. Lui non voleva cantare Caruso – aggiunge – io gli ho detto che era una capolavoro, e poi è diventato un inno”.

Ma c’è anche il ricordo di un altro istrionico artista come Renzo Arbore: “Era un musicista originale, di grande valore che ha inventato uno stile italiano e anche napoletano. Per lui succederà quello che è successo con Gaber e De Andrè: le sue opere migliori verranno studiate e apprezzate, si capisce che è nuova letteratura e poesia”. Commoventi le parole di Adriano Celentano nel ricordare l’amico: “Lucio, amico caro di tutti. Da oggi il mondo sarà più buio. Prego e penso che poeti come te non dovrebbero mai morire. Il distacco umano da uomini e artisti grandi come sei stato e sei, ci coglie sempre impreparati”.

Il ricordo bipartisan della politica. Da sinistra a destra, passando per il centro. Lucio Dalla amato al di là di ogni colorazione politica lo dimostra l’affetto sincero delle maggiori cariche politiche nazionali. Da Veltroni (“Lucio. Anni di amicizia e valanghe di ricordi. Non è giusto, no”) fino ad Alfano (“La scomparsa di un vero grande della musica”), passando per Casini che da Twitter scrive: “Sono sconvolto per la morte di Lucio Dalla: amico che ha fatto sognare intere generazioni. Prego per lui perché so che ci ha sempre creduto”.