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Eduardo Di Blasi
Giornalista

I pensionati, veri padroni di Palazzo Chigi

A capo dell’ufficio del cerimoniale c’è un pensionato. A quello dei voli di Stato pure. C’è un pensionato anche a capo del Dipartimento risorse strumentali. E un altro, ancora, a comandare la struttura di missione per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, organismo tecnico ancora in piedi nonostante sia passata la festa. Palazzo Chigi è un paese per vecchi.

“C’è una burocrazia potentissima e costosa che resiste anche ai cambi di governo”, denuncia il deputato Idv Francesco Barbato che ieri era davanti al palazzo di governo a manifestare proprio per mettere in luce le incongruenze di chi “ha chiesto sacrifici a tutti, anche ai pensionati italiani”, e poi ha lasciato intatto il potere dei funzionari di palazzo.

Eugenio Ficorilli, classe ‘ 46, entra in Presidenza nel 1982, l’anno in cui l’Italia vince i Mondiali di Spagna e arriva all’Ufficio del Cerimoniale nel 1994. Ne diventa capo nel 2002. “Oggi, da pensionato – tuona Barbato – dirige lo stesso identico ufficio che ha diretto negli ultimi dieci anni, con la beffa che lo Stato gli paga anche la pensione! Ma che non ce n’era uno più giovane?”.

Di Antonio Ragusa, classe 1941, per ultimo parlano le carte dell’inchiesta P 4 in cui a verbale non esclude di aver raccomandato all’Eni un figlio e un nipote per il tramite del suo amico Luigi Bisignani. A Capo di un Dipartimento importante come quello per le Risorse strumentali, l’ex colonnello dei Carabinieri, un passato anche nel Sismi (il servizio segreto militare) a Palazzo Chigi controlla la ricca macchina degli appalti. Quella da cui passò anche il contratto della Italgo Spa, la società di un altro amico di Bisignani, Anselmo Galbusera. Ragusa, oltre alla pensione, riceve da Palazzo Chigi, in quanto capo dipartimento, uno stipendio lordo vicino ai 210 mila euro, così diviso: 91. 697, 09 euro di retribuzione fissa, altri 95 mila in funzione dell’incarico, più 31. 658, 82 di bonus legato al risultato. “Ma a questo – aggiunge Barbato – si devono aggiungere anche gli altri benefit: la liquidazione già percepita, la pensione e l’auto blu che lo va a prendere, lo porta in ufficio e poi lo riporta a casa”.

Alessandro Di Loreto, classe ‘ 46, è un ingegnere edile esperto di pianificazione urbana. Ora, da pensionato, è capo dell’ufficio Voli di Stato, di governo e umanitari. Tra i decani della giunta di Presidenza c’è poi Giancarlo Bravi, classe ‘ 42. Nel 1968 era Capo della sezione programmazione e bilancio presso lo Stato Maggiore dell’Esercito. Approda a Palazzo Chigi nel ‘ 92. Oggi, a quasi settant’anni, dirige l’unità tecnica di missione per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia. “Bravi colleziona incarichi in Presidenza da quando è andato in pensione – spiega Barbato – Adesso guida una struttura di missione per delle celebrazioni che dovrebbero essere finite da tempo”.

Il problema, annota Barbato, è che “a fronte di questi costosi e inamovibili funzionari, Palazzo Chigi continua ad avere una truppa di dirigenti di prima e seconda fascia sterminata”. Il catalogo è questo: i dirigenti di prima fascia, pagati con stipendi lordi annui intorno ai 200 mila euro, sono 80. Quelli di seconda fascia (stipendio lordo annuo prossimo ai 90 mila euro) sono addirittura 214. “Basterebbe organizzare meglio queste forze e si scoprirebbe che valgono più o meno quanto il taglio dei parlamentari: un deputato prende 140 mila euro lordi, meno di un dirigente di prima fascia, e un terzo di un pensionato d’oro che lavora in Presidenza”.

C’è infine un’ultima questione che oggi Barbato “urlerà” davanti a Palazzo Chigi ed è quello dei funzionari “estranei alle Presidenza”. In alcuni casi gli “estranei” pesano due volte sulle casse di Palazzo Chigi che oltre a dovergli corrispondere uno stipendio deve anche rimborsare all’amministrazione di provenienza i rispettivi emolumenti. I funzionari “estranei alla Presidenza” si stratificano con i cambi di governo, finendo per ricoprire ruoli per cui non hanno formazione. In Presidenza, sottolinea maliziosamente Barbato, c’è ancora come dirigente di prima fascia “estraneo”, “quel tal Mauro Della Giovanpaola, finito nelle indagini sulla cricca”. Materia su cui riflettere. Monti, d’altronde, ha rinnovato i contratti dei dirigenti di prima fascia solo fino a marzo. Tocca adesso al Sottosegretario alla Presidenza Antonio Catricalà e al Segretario Generale Manlio Strano studiare come e dove tagliare.

Il Fatto Quotidiano, 22 febbraio 2012, aggiornato da redazione web oggi alle 13,05


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