A volte le discriminazioni razziali hanno modi subdoli di manifestarsi. E’ il caso delle assicurazioni in Svizzera che applicano prezzi diversi a seconda della cittadinanza. Le tariffe per la polizza di responsabilità civile, risultano essere differenziate per gli stranieri: uno svizzero paga circa 539.20 franchi, un italiano 579 franchi, un turco 887.10. A gruppi di altre nazionalità va anche peggio. Ovviamente parliamo di tariffe su una assicurazione obbligatoria per la guida di autoveicoli, senza la quale in Svizzera non è possibile circolare.

Ma in questi giorni è nato un comitato che ha cominciato a raccogliere firme per una petizione (a cui possono aderire solo cittadini residenti in Svizzera) da inviare al Governo Svizzero affinchè intervenga evitando questa velata forma di razzismo. Le motivazioni dei responsabili delle assicurazioni sono legate alle statistiche: “gli stranieri fanno più incidenti, per cui le tariffe sono più alte”. Ma non furono proprio le statistiche e la moderna scienza dei numeri legati all’eugenetica a provocare i disastri del razzismo ad inizio secolo? Se qualcuno ha avuto modo di assistere allo spettacolo teatrale di Paolini Ausmerzen (sopprimere, cancellare) troverà molte conferme.

Si comincia sempre dalle velate sottolineature di una differenza comportamentale, o fisica, sia essa determinata dal colore della pelle o dalla guida dei veicoli, e poi si finisce nel vortice della ricerca della perfezione. I numeri, le statistiche forniscono i facili alibi ed allora si giustifica prima una differenza tariffaria e poi…Questa volta però, non si tratta di propaganda politica, di manifesti con corvi neri, pecore nere o “ratti”, cui ci hanno abituato alcune minoranze xenofobe in periodi di campagna elettorale nel paese elvetico. Questa volta si tratta di discriminazioni effettuate sulla base della nazionalità su disposizioni di legge obbligatorie.  Il governo determina l’obbligatorietà dell’assicurazione di responsabilità civile; i privati, le assicurazioni offrono contratti su tariffe differenziate per etnia, sotto gli occhi di tutti, governo compreso.

L’imbarazzo delle assicurazioni si è manifestato in questa risposta: “se la petizione avrà successo siamo disposti a rimborsare i clienti”. E’ singolare, comunque, che in questo caso gli italiani, dai quali è partita la petizione sono i più fortunati, perchè meno penalizzati, e si assiste al fatto che nelle coppie miste, si assicura l’auto in base alla cittadinanza “più economica”. Spesso accade che stranieri richiedano la cittadinanza italiana, per non dover subire le molte penalizzazioni legali che si subiscono essendo brasiliani, piuttosto che turchi o del Kossovo.

La petizione viaggia tra i cittadini e le associazioni di stranieri in Svizzera e si aspetta un pronunciamento delle autorità governative sul caso. Non è pensabile che le statistiche impongano differenze, in qualsiasi democrazia che possa definirsi tale, anche perché di fatto gli individui che hanno maggiore frequenza negli incidenti già pagheranno maggiorazioni e salti di categoria premiali, ed il sistema così ha un senso logico. Chi sbaglia paga. Ma in questo modo, se sei straniero paghi su una tariffa già maggiorata una ulteriore maggiorazione. Insomma paghi per il colore del tuo passaporto. Tra uomini e numeri, quando si scelgono i numeri, si addensano nubi che prima o poi rilasceranno piogge velenose.

di Massimo Pillera