Antonio Ingroia è procuratore aggiunto a Palermo; si occupa di mafia da molti anni. È indipendente, autonomo e molto bravo; sarebbe a dire che non guarda in faccia a nessuno, e quello che deve fare lo fa bene. pag. 27
Articoli sullo stesso argomento
- Parafarmacie, sarà l’Europa a decidere sulla vendita dei farmaci di fascia C
- Camorra city, a Castellammare si uccidono i politici si fanno affari e si comprano voti
- E se vincesse Hollande? Grossi guai per Angela Merkel che tifa ancora Sarkozy
- Miss black France, sfila la “militanza estetica” di 20 ragazze di colore
- Lombardia, appello alle “preferenze pulite” contro il voto mafioso
- Il governo boccia il fondo per i disabili. L’assistenza a carico delle famiglie
- Napoli, imprenditore suicida. Era stremato dalle cartelle di Equitalia
- Catturato in Calabria il latitante Rocco Trimboli, il pentito: “E’ lui il killer di Milano”
- La spesa usciva di nascosto dalla Camera? Concia: “Per questori e vice presidenti”
- Una Ombretta di decenza
Articoli dello stesso autore
- Corruzione vera,
pene finte - Chiacchiere e distintivo
- Lavoro: l’inganno del reintegro
- Evasori? Vietato disturbare
- Quegli equivoci sull’articolo 18
- Chi paga i costi del lavoro
- Partecipazione,
sogno proibito - Ingroia tra mafia e Costituzione
- Una proposta B. per il Csm
- Processo Mills, la ricusazione è infondata


















