Il manifesto  della Lega affisso ad Adro contro Romana GandossiOggi dedico questo spazio post a Vittoria Romana di Adro. Ebbene sì. Chi frequenta questo blog non potrà aver dimenticato Romana Gandossi, l’insegnante (ora pensionata) insultata e aggredita da una “fan” del sindaco padre-padrone, il leghista Oscar Lancini, quello che recentemente ha anche ragliato contro il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Ma veniamo alla notizia di ieri e la condanna inflitta dal Tribunale di Brescia alla Lega nord di Adro per un manifesto - affisso nella propria sede – proprio contro Romana. Quei “signori”, per attaccare la donna avevano scritto: “Cara la me romana (con la lettera minuscola, ndr) sono tutti bravi a fare i culattoni con il culo degli altri”. Una frase che il giudice ha definito “atto ritorsivo” contro chi, aiutando una famiglia di origine marocchina minacciata di essere sfrattata, avrebbe contrastato il principio tutto leghista del “prima i nostri”.

Inoltre, come contenuto nella sentenza, la vicenda è da inquadrare nell’ambito delle molestie, definite come “comportamento che lede la dignità della persona e crea un clima degradante, umiliante o offensivo”. Per la prima volta poi, a livello nazionale, viene affermato il concetto di molestia per ragioni di etnia anche se la persona non appartiene a una etnia particolare, bensì viene “molestata per aver difeso gli appartenenti a un determinata etnia o gruppo extra nazionale”.

Vittoria Romana, insieme a (tante) altre brave persone di Adro, continua a correre come una matta per dare una mano alle famiglie (straniere e non) in difficoltà. Perché anche se si sono spenti tutti i riflettori su quel paese i problemi restano e c’è qualcuno che non le tiene le mani in tasca.

In alto, il manifesto della Lega affisso ad Adro contro Romana Gandossi.
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