Come è vero che, quando viviamo qualcosa di spiacevole sulla nostra pelle, gli allarmi lanciati dai giornali ci sembrano più vicini. Mi è capitato molto spesso di scrivere, sulle colonne del Fatto, di quanto sia male amministrata Roma, di quanto sia abbandonata a se stessa, dimenticata e oltraggiata. Così come ho più volte denunciato le pessime condizioni in cui versa la Polizia di Stato, lasciata senza più un euro per mettere la benzina alle volanti e controllare in maniera adeguata il territorio. Poi stanotte qualcuno ha pensato bene di spaccarmi il finestrino della macchina, parcheggiata sotto casa, e di mettermela a soqquadro dopo aver cosparso l’abitacolo di una serie infinita di microframmenti di vetro (persino sotto il cuscino del seggiolino di mia figlia). Non ha rubato nulla, ha solo rotto (in tutti i sensi). Spesa prevista: 120 euro se va bene. Ma non è questo il problema.

Il problema è che, oltre alla mia, hanno danneggiato almeno altre due auto sullo stesso isolato. Il problema è che, non più tardi di cinque mesi fa, mi avevano tagliato una gomma e lo stesso avevano fatto con altre vetture. Danneggiamenti e atti vandalici che si ripetono incessantemente da oltre un anno. Ogni maledetta notte, nelle stesse due strade che – messe insieme – non saranno più lunghe di 200 metri. Tanto che la mattina, mentre accompagno a scuola mia figlia, ci mettiamo a contare le macchine danneggiate.

Il problema è che, a due isolati da casa mia (due precisi, non un numero tanto per dire), c’è un commissariato di Polizia il cui dirigente sa benissimo, da un anno, quello che accade. Così come lo sa la Questura di Roma, più volte avvisata. Il problema è che, in oltre 12 mesi, nessuno ha fatto nulla. La stessa mano agisce indisturbata, perchè di notte non si vede passare una volante manco a pagarla.

Di certo non si possono impiegare i già pochi poliziotti a presidiare ogni notte 200 metri, ma possibile che in un anno non si sia riusciti a escogitare un altro piano? Cos’è la sicurezza, se non la risposta che si deve dare ai cittadini spaventati e, nel mio caso, molto arrabbiati? E dov’è finito il sindaco Alemanno, che in campagna elettorale prometteva più sicurezza (e più lampioni e telecamere) per tutti?

E’ in questo vuoto di risposte che si annidano i pericolosi germi delle ronde padane. Forse a Roma, finchè siamo ancora in tempo, sarebbe meglio prevenirli.