Proprio in questi giorni una quinta sentenza del Consiglio di Stato rischia di condannare Sepino. Il Consiglio continua a ritenere operante l’originaria autorizzazione improvvidamente concessa alla ditta dall’allora soprintendente archeologo. Quell’autorizzazione fu annullata dalla Direzione generale, e chi la emise è ora sottoposto ad un’indagine penale e ad una della Corte dei Conti, che gli contesta un grave danno ambientale.

L’ultima speranza è una legge speciale per Sepino, modellata su quella speciale per i Colli Euganei: essa ora giace al Mibac, aspettando di iniziare il suo iter di approvazione.

Il ministro Lorenzo Ornaghi si è in questi giorni molto occupato del Colosseo e di Della Valle: speriamo che trovi il tempo di occuparsi anche di Sepino. Dove l’emergenza è assai più grave, anche se le televisioni non ne parlano.

Di seguito l’articolo di Tomaso Montanari pubblicato il 15 luglio 2011 su Saturno, in cui si descrive in dettaglio la vicenda della città di origine romana Sepino, minacciata dai cantieri per la costruzione di uno dei così detti parchi eolici.

Quale buon vento porta a Sepino?