Oscar Luigi Scalfaro era un vecchio democristiano. Ma ce ne fossero come lui, di combattenti infaticabili e coerenti per la democrazia e la Costituzione repubblicana. Meglio di tanti giovani ex comunisti o di altra presunta appartenenza ha saputo esprimere, in questi ultimi anni, dopo essere stato un buon Presidente della Repubblica, l’attaccamento ai principi e ai valori della Costituzione, animando il movimento che, nonostante le incomprensioni da parte dei partiti, ha saputo efficacemente contrapporsi al tentativo di colpo di stato anticostituzionale berlusconiano. Tentativo di colpo di stato che è stato agevolato da quelli che Stefano Rodotà definisce giustamente gli “apprendisti stregoni”, cioè tutti coloro che in questi ultimi due decenni hanno cavalcato la tigre del maggioritario e quella del plebiscitarismo contribuendo all’indebolimento delle  garanzie costituzionali.

Ricordiamo che questo movimento a sostegno della Costituzione, di cui Oscar è stato un grande punto di riferimento, ci ha portato, nel 2006 alla vittoria nel referendum contro il tentativo di riforma plebiscitaria e presidenzialista della destra.

Poi, come spesso accade in questo Paese, le forze politiche lasciarono cadere l’occasione per “bastonare il cane che affogava”, Berlusconi vinse le elezioni del 2008 e tre anni e mezzo dopo arrivò Monti con il suo disegno attuale di uscita dalla crisi a scapito delle masse popolari. Ovviamente di Costituzione parlarono tutti sempre meno: Berlusconi solo per attaccarla, anche con l’osceno progetto di modifica dell’art. 41. Il gruppo dirigente del Pd, per non parlare del Terzo Polo, tacque. Quello che resta della sinistra ne parlò poco e male. A difesa della Costituzione restò solo un manipolo di persone tra le quali questo vecchio gentiluomo democristiano davanti al quale dobbiamo oggi inchinare le nostre bandiere.

E’ davvero incredibile constatare come quel referendum del 2006 sia stato rimosso un po’ da tutti. Anche da quei tafazzisti che sostengono che Berlusconi è caduto solo per volontà dei finanzieri internazionali. Quindi per spazzare via definitivamente Berlusconi dobbiamo spazzare via anche questo modo di pensare profondamente sbagliato. E, con Berlusconi, buona parte, direi quasi tutta, l’attuale classe politica.

Continuare oggi la battaglia di Oscar, difendendo e facendo vivere la Costituzione repubblicana, innanzitutto nelle fabbriche, sostenendo lo sciopero della FIOM e la manifestazione dell’11 febbraio e il connesso importante appello pubblicato da questo giornale. Respingendo gli attacchi insidiosi alla magistratura che Berlusconi continua a portare. Ribadendo l’esigenza dell’unità del popolo contro le insidie del razzismo e del leghismo e rifondando il concetto di stesso di cittadinanza per allargarla senza indugi agli immigrati che soddisfino determinate condizioni. Ripudiando la guerra davvero in omaggio all’art.11, la cui attuazione comporta l’immediato ritiro delle Forze armate italiane dai fronti di guerra, a cominciare da quello afghano. E praticando fino in fondo la democrazia dei beni comuni contro i diktat del potere finanziario. Perché la Costituzione oggi o è antineoliberista o non è. La salvaguardia dei valori costituzionali, infatti, è tutt’uno con il soddisfacimento dei bisogni e la realizzazione dei diritti della popolazione, oggi minacciati dalla crisi economica e dalla sua gestione subalterna al capitale finanziario, che produce recessione, disoccupazione e carovita. E l’attuazione della Carta costituzionale, ancora di là da venire a oltre sessantacinque anni di vita della Repubblica, richiede oggi anche un preciso orientamento in questo senso della stessa costruzione europea. In mancanza del quale dell’Europa non sappiamo che farcene.

Ricordiamo quindi oggi Oscar Luigi Scalfaro continuando la sua sacrosanta battaglia, convinti che i valori costituzionali debbano oggi declinarsi in termini di beni comuni ed affermazione degli interessi del 99% della società, contrastando la pericolosa deriva antidemocratica di cui Berlusconi è una delle facce ma certamente non l’unica. Per contrastare l’antipolitica con una politica completamente diversa da quella, completamente inadeguata, di cui oggi sono capaci i partiti e che sta provocando ogni giorno nuovi danni al nostro stesso tessuto democratico.